Tra di noi,                                                                         ora, si distende impassibile un mese                                             come un paravento di giorni grigi.

Tutti quei giorni mi fissano, accartocciati: sono trascorsi, di là da noi, e ognuno ci ha allontanato, cerchio dopo cerchio. E adesso che, per ragioni rarefatte, sei di nuovo qui, cosa dovrei fare: impiastricciarmi la bocca con un sorriso fresco che non ho? Chiuderti in un abbraccio come fossi una finestra rimasta sbadatamente aperta?

(Ah, la poesia è di Federico García Lorca)

6 responses to “Tra di noi, ora”

  1. Avatar Fino

    Il passato a volte torna, però non ha più lo stesso volto e non siamo più pronti per accoglierlo.
    Pim, buona giornata e a presto
    Fino

  2. Avatar rosy
    rosy

    le minestre riscaldate non hanno sapore né consistenza. e fanno venire il mal di pancia

  3. Avatar irenespagnuolo

    Si, il passato può tornare. Ma…se è passato una ragione ci sarà. Insomma forse deve restare là, nel tempo andato, nei ricordi.
    🙂
    Irene

  4. Avatar zia elena

    Le motivazioni del ritorno possono giocare un ruolo importante.
    Se, però, si tratta di “ragioni rarefatte”, sono dello stesso parere di Rosy.
    Bon pomeriggio, Pim.
    Elena

  5. Avatar Prishilla

    “come fossi una finestra rimasta sbadatamente aperta”… che bella immagine! e chissà cosa se ne è volato via da quella finestra aperta o cosa invece è entrato sospinto dal vento novembrino…

  6. Avatar SilviaGM
    SilviaGM

    @ Gent.mo PIM
    Ha ragione la lettrice che sottolinea il delicato quanto misterioso effetto d’immagine: quello della finestra lasciata distrattamente aperta. Ma quell’abbraccio dovrà accadere fuori all’esterno come un Addio definitivo? Oppure dentro, appena oltre, come un augurio di buon ritorno?
    Il passato a volte torna, quello più sgradito, in genere, quello che si cerca di dimenticare. Alcune sapienti filosofie invitano a disfarsene; o più precisamente ancora: tenere il meglio di esso e poi via… gettare tutto quanto non sia strettamente necessario. Imparare dalle esperienze trascorse, far tesoro degli insegnamenti, ricorrere ai ripari negli errori al fine di non ri-commetterli. Difficile, a volte, non crogiolarsi nelle nostalgie degli avvenimenti belli, o nel ricordo delle persone scomparse.
    In fondo siamo umani. Saluti….

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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