La cosa sconvolgente è che non riusciamo ad avere la percezione di quanto sia realmente vasta e devastante la tragedia di Haiti. Inafferrabile, più di quanto la ragione possa comprendere.
La cosa sconvolgente è che non riusciamo ad avere la percezione di quanto sia realmente vasta e devastante la tragedia di Haiti. Inafferrabile, più di quanto la ragione possa comprendere.N.d.A.: fotografia tratta da http://www.lastampa.it
La morte più stupida è quella provocata da un terremoto. Nella vita abbiamo 2 sicurezze: la casa e la terra (tutto il resto è a rischio). Se ci tradiscono anche quelle…
Ciao Pim, buona giornata, a presto
dragor (journal intime)
Terribile davvero anche perchè soltanto queste tragedie informano a posteriori, alla massa ignorante a cui i questi casi mi sento di appartenere, tutto il travaglio politico e sociale che degli esseri umani hanno dovuto patire nella loro storia. Il terremoto devastante e doloroso è la prova che le tragedie colpiscono sempre i più deboli. Ma Dio dov’è?
Sono stata a Dachau ed il paragone calza, benchè quella tragedia fosse dovuto alla mano dell’uomo e non a quella della natura.
Resta il dolore lacerante e soffocato alla vista di tante immagini così…Così incredibilmente reali da rendere questa volta impossibile rendere evanescente l’orrore.
Un abbraccio.
Elena
Dio? Ma è quello che si diverte a far fuori gli haitiani con i terremoti. Poverino, si annoiava…
dragor (journal intime)
@ Dragor:
La casa, la terra, aggiungo le persone care. Sono sostanzialmente tutto ciò che siamo e abbiamo: perderle è perdere le radici e l’orizzonte.
@ Gianna:
Dove si trovi Dio in simili circostanze è una domanda che, anch’essa, va oltre i limiti della ragione…
Elena:
Ricordavo che eri stata a Dachau e sapevo che avresti capito ciò che intendevo.
Grazie a tutti.
Pim
@ PIM Non riesco a trovare qualcosa di sensato da aggiungere. Quest’oggi ho letto il Bongiorno del Gramellini: ha scritto tutto, altre parole risulterebbero ‘retorica.’
Tu molto acutamente e con la sensibilità dei tuoi pensieri aggiungi : manca la percezione del reale.
Io aggiungo: siccome accade dalla parte opposta del mappamondo, dal punto in cui viviamo nella nostra Italia, sembra cosa d’altro Mondo. E’ gente che non ha nulla di materiale perché
sono quasi tutti poveri. Hanno perso “solo” la vita e non lasciano nulla dietro. Chissà quanti resteranno solo corpi, po resti di corpi, senza nome, senza codicefiscale, o carta d’identità. Amine pure innocenti in attesa, forse di reincarnarsi magari dentro unnuovo corpo, rinascendo in un mondo più ricco?
Sono scettica sul discorso che sia Dio a permettere o meno, ad esserci o essersi scordato di questa gente. (chiedo scusa alle le persone di fede). Son eventi naturali; se poi la mano dell’uomo che da decenni distrugge Madre Natura abbia colpa, potrebbe esser da verificare. Se MadreNatura
Grida “vendetta” contro “ l’Uomo” pure. A volte cerchiamo delle spiega-
zioni e ci poniamo domande, ma non esistono risposte. Forse.
@ Silvia:
… O se esistono, non le conosciamo.
Buon fine settimana, a presto.
Pim
Davvero, Pim. Si perde tutto in una catastrofe così. Le vite, i beni materiali, gli affetti. E – privati di ogni parvenza di società – gli umani tornano quello che sono sempre stati, solo che ci illudiamo di esserci evoluti: degli animali.
Oggi, laggiù, chi è davvero in grado di distinguere uno sciacallo da un uomo che cerca solo di sopravvivere, attingendo risorse dove ne trova (e se ne trova…)?
Haiti, in piccola scala, ci mostra gli effetti devastanti di un olocausto nucleare. Non solo gli uomini morirebbero come le mosche. Ma i sopravvissuti tornerebbero ai tempi delle caverne e delle clave con cui procurarsi il cibo.
Ciao, a presto,
HP
oltre i limiti della ragione…non so proprio cosa aggiungere
da annichilire l’orrore… anche la percezione dell’orrore si ferma, senza parole, ad un certo punto. proprio come scrivi tu.
prish

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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