Craxi, dieci anni dopo Nel buen retiro di Hammamet, costretto all’immobilità dalla malattia, Craxi non era un esule, un perseguitato, tantomeno un martire. Era un fuggiasco, e quella fuga l’aveva scelta per sottrarsi alla giustizia. Era un latitante internazionale, colpito da condanne definitive che nessuno, in uno stato di diritto, avrebbe potuto cancellare. Sbagliò a sottrarsi, sbagliò a non tornare: per rispondere delle accuse rivolte, magari per dimostrare quelle lanciate contro l’intera classe politica. Craxi non era un faccendiere che doveva rifarsi una vita a Santo Domingo, bensì uno statista che doveva riscattarla in Italia.
Bisogna rispettare il dolore della figlia, la quale inveiva “l’hanno ammazzato, l’hanno ammazzato”. Va detto però a chiare lettere che Craxi non morì per mano del pool di Mani Pulite, di Borrelli, di Di Pietro. Che non morì a Hammamet perché qualcuno non voleva farlo rientrare in Italia, visto che gli erano stati concessi gli arresti domiciliari al San Raffaele. E non c’è alcun elemento per ritenere che il suo diabete fu curato male.

In occasione del decennale della morte, l’establishment nostrano si sta prodigando in un’operazione revisionista a reti unificate, sebbene non sia emerso un solo fatto nuovo a mettere in dubbio le conclusioni che trassero i giudici.
Ricordiamo che Craxi venne condannato con sentenza passata in giudicato per corruzione e finanziamento illecito; negli altri processi che lo vedevano imputato, in alcuni già condannato in primo o secondo grado, i reati furono considerati estinti a causa del decesso. Ricordiamo i fatti: il sistema delle tangenti come prassi per sovvenzionare i partiti (anzitutto l’asse di potere che sosteneva il CAF), gli imprenditori che gonfiavano i costi dei lavori, la spesa pubblica fuori controllo, lo Stato sull’orlo della bancarotta. Nonostante tutti i partiti fossero in varia misura integrati in questo mostruoso meccanismo di corruzione, Craxi ne fu il catalizzatore principe, il responsabile primo e più spregiudicato: gestendo direttamente tutte le iniziative illecite, i conti aperti all’estero sui quali confluivano le tangenti, realizzando interessi economici personali.
E ricordiamo le monetine che la gente gli scagliò fuori dall’Hotel Raphaël, canzonandolo con un “Vuoi pure queste, Bettino vuoi pure queste”. Ebbene: dov’è finita oggi quella gente, dove quello sdegno popolare, quella legittima indignazione? Com’è possibile che tanti abbiano cambiato idea, finendo per rieleggere le stesse persone o i loro diretti eredi? Com’è possibile che nomi illustri della politica, del giornalismo, della cultura, che fino al giorno prima glorificavano Mani Pulite, abbiano preso le distanze o si siano rimangiati tutto in modo disinvolto e spudorato?

Sopire e troncare, troncare e sopire: ecco cos’ha saputo fare il potente partito degli inquisiti, dai politici agli imprenditori, con la prezzolata collaborazione dei media. Ha distorto i fatti, occultandoli, mistificandoli, criminalizzato i magistrati, instillato nell’opinione pubblica il dubbio di complotti alludendo a sentenze politiche. Finendo per resettare l’intera vicenda Tangentopoli dalla memoria collettiva, in un gigantesco lavaggio del cervello che ha completamente capovolto la percezione dello scandalo.
Nonostante le sentenze diventate definitive abbiano stabilito molte verità, bisogna ammettere che ha vinto la casta degli impuniti. Molti di loro, intoccabili, sono oggi ancora là, in prima fila, sugli scranni del Parlamento, a commemorare chi per primo è riuscito a immunizzare la classe politica dalla giustizia.

15 responses to “Craxi, dieci anni dopo”

  1. Avatar rosy
    rosy

    ecco cos’è riuscito a fare colui che stava a braccetto di craxi, il plurinquisito nonché successore silvio berlusconi…

  2. Avatar Pim

    Ah, io non ho fatto nomi…
    🙂

  3. Avatar dragor
    dragor

    Che combinazione, avevo preparato un post che diceva più o meno le stesse cose (ma non cosi’ bene). Vuol dire che lo pubblichero’ domani…
    Ciao Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Antonio Cracas

    Ma quando i post comunisti scriveranno sulle loro nefandezze, magari riguardo i rubli percepiti dall’Unione Sovietica in piena guerra fredda, o sulle porcate della Unipol e delle loro cooperative rosse? Eh, certo, devono essere sempre gli avversari politici ad affidarsi ai giudici che poi, guarda caso, dopo essersi tolti la toga scendono in politica: qualche esempio? Gerardo D’Ambrosio oggi senatore del PD e il signor Di Pietro giustizialista unidirezionale, al quale ogni commento sulla sua faziosità è superfluo come l’antibiotico per un cadavere.
    Tanto, quando è stato ora d’indagare a sinistra è saltato fuori una delle figure più oscure della nostra Repubblica che ha detto “Io non ci sto!” e tutto è finito lì, senza il bisogno di fuggire all’estero per sottrarsi alla giustizia.
    Buona giornata Pin.

  5. Avatar dragor
    dragor

    Be’, come socialista, non è che Craxi sia di destra
    dragor (journal intime)

  6. Avatar Antonio Cracas

    Dragor, in Italia quelli “realmente” di sinistra sembrano essere solo i comunisti e i post seguaci della falce e martello. Mentre tutti gli altri sono soltanto ladri, ignoranti, xenofobi, razzisti ed ex fascisti: basta leggere blog e giornali.
    Tu parli dell’ottusità dei cristiani e dei musulmani, ma quelli che hanno ostentato per anni la faccina del “Che” in qualche indumento o con qualche bandierina sono della stessa pasta.
    Scusa Pim, dell’abuso dello spazio, ma non identificandomi nel PD, sono anche arrogante.
    🙂
    A presto, se lo vorrete.

  7. Avatar Pim

    @ Antonio:
    Su una cosa ti do ragione, sull’ingresso di alcuni magistrati in politica. Legittimo, non si discute (sono cittadini come gli altri), però forse poco opportuno.
    @ Dragor:
    Craxi era indubitabilmente di Sinistra, ma in tempi in cui la distinzione Destra-Sinistra aveva ancora un senso. I suoi eredi (a cominciare dai figli) stanno oggi su entrambe le sponde, a dimostrazione della confusione (anche psichica) che regna nell’Italia post-ideologica. Attendo il post che scriverai domani.
    Buona giornata.
    Pim

  8. Avatar Antonio Cracas

    Caro Pim,
    purtroppo non ne avrò mai la controprova, ma pensa se un pool di magistrati avesse condannato per “mani pulite” soltanto i vertici dell’ex PCI e della DC, e se poi un paio di loro si fossero tolti la toga per sedersi sui banchi del PSI o di qualche altro partito: sarebbe stato solo “poco opportuno”, o si sarebbe (giustamente) parlato di un golpe politico?
    Buona giornata

  9. Avatar Pier
    Pier

    Anche nel passato poi chi pagò? Tanassi, Nicolazzi, socialdemocratici….
    PCI e DC (di SX) vigilavano e poi Craxi miglior politico dei loro, andava abbattuto!
    Sull’ingresso in politica dei Magistrati poi la cosa vergognosa è che possano farlo, mettendosi in aspettativa…..e poi eventualmente rientrare.
    Pier

  10. Avatar Antonio Cracas

    Pim,
    riguardo la “confusione psichica” condivido. Io non mi schiererei mai politicamente con chi ha il vizietto di utilizzare la magistratura per fini politici (ex retaggio comunista): mi domando come possa farlo Craxi junior frequentando chi “uccise” politicamente (e non solo) suo padre.
    Ciao

  11. Avatar Pim

    @ Antonio:
    Io continuo a credere che la magistratura non abbia fini politici, ma semplicemente faccia il proprio dovere. Le sentenze di Mani pulite hanno accertato una verità e alcun fatto nuovo comprovato è mai emerso a provare qualcosa di diverso. Molti dei politici condannati, poi, compreso lo stesso Craxi, erano rei confessi. Le ricostruzioni non possono prescindere dagli atti giudiziari, altrimenti si fa della fantapolitica.
    Ciao, buona giornata.
    Pim

  12. Avatar Fino

    Pim, ho deciso e l’ho scritto nel mio ultimo pezzo che non scriverò e non commenterò più argomenti di politica.
    Solo due parole: su Craxi ci saono grandi luci e altrettante ombre. In ogni caso Berlusconi non è il suo successore. Craxi era di sinistra. Faceva parte dell’Internazionale socialista.
    Antonio, Bobo Craxi è abbastanza adulto per decidere dove fare politica.
    Pim, buona serata
    Fino

  13. Avatar Pim

    @ Fino:
    Craxi era di Sinistra, però si alleò con la componente più conservatrice della Dc (quella di Andreotti e Forlani). E’ la tesi di Ingrao, che introduce un’ulteriore elemento di riflessione su un leader politico perlomeno controverso.
    Grazie per il contributo, buona giornata.
    Pim

  14. Avatar Pier Luigi Zanata

    Caro Pim la riabilitazione di Craxi ha il solo scopo di salvare il di dietro all’ attuale premier.
    Vale

  15. Avatar Pier
    Pier

    Invece il suo “didietro”, come dice il sig. Pier Luigi Zanata (Così è se mi pare/blog ) , il “grande vecchio” del marxismo-leninismo italiano che fece il salto della quaglia nel 1940 dal PNF al PCI, “errori giovanili” come tanti e poi da sempre politico in carriera,l’ha ben curato !
    Con Secchia e Cossutta e la fattiva collaborazione a latere del Napolitano dei tempi ha speso una vita per distruggere il socialismo. Dovrebbe ricordarsi che fu proprio Craxi a far accogliere l’ex PCI/PDS, lui pure nella Quercia, nell’Internazionale Socialista, tanto combattuta dai “fratelli sovietici Lenin-Stalin e C.”
    Da un vecchio Liberal-democratico da sempre, che non ama i finti padri nobili e le vergini rifatte!
    Pier

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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