Le uniche cose buone sono la colonna sonora (Talking Heads, Pfm, persino Vienna degli Ultravox – quanti ricordi…) e le belle immagini di Bologna. Per il resto, Quo vadis Baby? appare inconsistente, sia dal punto di vista della sceneggiatura che della descrizione dei personaggi. La vicenda viaggia sotto la soglia minima d’attenzione, la suspense è blandissima, i tentativi di depistaggio risibili, lo scioglimento posticcio: il solito Edipo irrisolto, basta, pietà…
Com’è possibile, poi, che tutti ricordino a menadito particolari di sedici anni prima, conservando in bella vista (la videocassetta di Ultimo Tango a Parigi) indizi probanti? E perché un noir deve sempre contenere atmosfere cupe e notturne? Un thriller sotto la luce abbagliante del sole d’agosto sarebbe davvero pretendere troppo?
Angela Baraldi è brava, ma non bastano un po’ d’alcol e di fumo per rendere anticonvenzionale il suo personaggio. Il resto del cast declama battute che nessuna persona normodotata oserebbe. Claudia Zanella viaggia perennemente sopra le righe e Gigio Alberti nelle scene di sesso… vabbe’, lasciamo perdere.
Il solito Salvatores: discontinuo, presuntuoso.
Quo vadis baby?, di Gabriele Salvatores, con Angela Baraldi, Gigio Alberti, Claudia Zanella (Italia, 2005, 102'). Venerdì 26 marzo, Retequattro, ore 2,20.





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