Arriva la bufera Quando uscì al cinema, era la primavera del 1993, il film non piacque ai critici. Fu considerato poco incisivo, confuso: non all’altezza de Il portaborse, che aveva anticipato con lucidità gli scandali di Tangentopoli. Arriva la bufera coglie tuttavia il momento di transizione nella società italiana di quel periodo, dove nulla sarebbe stato (nel bene e, soprattutto, nel male) come prima. La stessa cosa accade nel paese siciliano dove è ambientata la storia, sospeso tra la minaccia di un vulcano che sta per esplodere e un pericoloso inceneritore di rifiuti. 

Da allora sono trascorsi diciassette anni. Un’eternità. Eppure, rivedendolo oggi, provoca un certo turbamento. Nei personaggi che si affacciano sullo schermo (le tre sorelle losche imprenditrici, il politico corrotto, il giudice inflessibile) non è difficile riconoscere l’Italia berlusconiana di oggi. In cui la bufera è purtroppo ancora in corso. 

Arriva la bufera, di Daniele Luchetti, con Diego Abatantuono, Silvio Orlando, Margherita Buy (Italia, 1993, 109'). Domenica 28 marzo, Canale5, ore 2,45.

2 responses to “Arriva la bufera”

  1. Avatar piero

    giusta osservazione. film passato inosservato ma che si è rivalutato nel tempo.
    piero

  2. Avatar Pim

    Ancor più dopo il voto di ieri…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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