Vinitaly (e dintorni) << Non mi sono mai sbagliata su un film, invece con il vino ho preso diverse fregature: perché sono un'alcolizzata, non un'intenditrice… >>. Le battute di Loulou frizzano come spumante. << Comunque sia, sabato ho bevuto un bianco assolutamente fantastico. Un Costabianca Langhe se non sbaglio… Me l'hanno portato, fortuna che avevo preparato un ménu decente. Per me che non amo i bianchi è stata una vera sorpresa… >>.

Loulou è marchigiana e non conosce le delizie dei vini piemontesi. << È un Arneis prodotto nella zona del Roero, tra Langhe e Monferrato >>. Nemmeno io sono un intenditore, ma ricordo d’averlo assaggiato: << Non ho in gran simpatia quei luoghi (vecchia storia, te la risparmio), però i vini sono ottimi. Il risotto all'Arneis è squisito >>.
<< In geografia non sono molto ferrata >>, ammette lei, << e questa zona è da tener presente per futuri acquisti… >>.

<< A me non dispiace il Verdicchio. Un conoscente di Osimo me ne porta ogni anno un fiasco >>.
Loulou storce il naso: << Il Verdicchio è uno dei vini ingiustamente più noti… A me non piace perché è amaro, ma capisco che questa sua caratteristica risulti piacevole per altri; e che magari, per il mistero degli abbinamenti, si possa accompagnare con qualche piatto piemontese. Visto che l'Arneis si è trovato molto bene con un piatto marchigiano e io con lui… Comunque, dal Piemonte mi hanno portato altri cibi buonissimi, purtroppo non ricordo i nomi… >>. 

<< A me il Verdicchio piace proprio per quel lieve amarognolo >>, riprendo: << Il pesce è la morte sua, ma con gli antipasti piemontesi può fare la sua brava figura. Tra gli altri vini delle tue parti, invece, il Rosso Conero è eccezionale >>.
<< Il tannino mi fa male alla testa, non so se te lo avevo già detto. Non posso bere né Chianti né Rosso Conero. >>.
<< Non lo sapevo, è curioso… In casa ho un ottimo Grignolino d'Asti che ogni anno acquisto da un produttore monferrino. È un rosso dal sapore intenso, un po' tannico ma non troppo, gradazione (mi pare) intorno ai 12°. Di solito si associa a carni e formaggi, ma, secondo me, è abbastanza delicato pure con il pesce. Non è male nemmeno con la pizza, se si vuole tralasciare per una volta la solita accoppiata pizza – birra >>.
<< Ben detto! >>, esclama Loulou. << Prendo sempre il vino con la pizza, e con qualunque altra cosa. Che il rosso con certi piatti di pesce non sia un'eresia ormai mi pare che siamo d'accordo tutti. >>.

Ci sto pensando da un po’: << Sai… la cosa più bella è poter guardare negli occhi un produttore di vino, leggervi la passione con cui cura i vitigni, la vinificazione… Non ne capisco nulla, se non che si tratta di un mestiere che ti riconduce al contatto diretto con la terra e i suoi frutti, una specie di patto antico con la natura… Un mestiere umile, fatto di gesti faticosi e pazienti, ma alla fine ricompensa con un dono concreto che ti riconcilia con il mondo e con te stesso… >>.

10 responses to “Vinitaly (e dintorni)”

  1. Avatar giulia

    Bello questo tuo post… Io non me ne intendo per nulla di vini, ma mi piace degustarli on qualcuno che ne sa parlare. E’ davvero un’arte ed una passione.
    Ciao
    Giulia

  2. Avatar Pim

    Non sono un intenditore, si capisce: nel tempo però ho imparato ad apprezzare il buon vino e, cosa che più mi diverte, ad abbinarlo con i cibi.
    Grazie Giulia, a presto.
    Pim

  3. Avatar rosy
    rosy

    quelli dei vignaioli sono gesti antichi come la bibbia: lenti, pazienti, gesti esperti che nessun macchinario moderno potrebbe sostituire. il vino prende sapore e profumo proprio da essi.

  4. Avatar Roero Consapevole

    Se vogliamo continuare a gustare gli ottimi vini del Roero – e delle Marche – prendiamo posizione contro il progetto di costruzione della centrale a biomasse della Vigolungo a Canale d’Alba. Il vino dovrebbe prendere sapore e profumo soprattutto dal territorio dove cresce, poi benvenga il lavoro in cantina.

  5. Avatar Pim

    Confesso di non sapere molto a proposito della centrale, se non che i pareri sono (come spesso capita per progetti come questi) discordanti. Temo però per l’impatto sul territorio e, appunto, per la qualità dei prodotti della terra. Meglio dunque se non si fa.
    Grazie per l’intervento.
    Pim

  6. Avatar irene spagnuolo

    Davvero molto bello questo pezzo, Pim.
    Il gusto del vino, il fascino della terra, la memoria del piacere, le emozioni di un attimo… Non solo parole ma grande ricchezza!
    🙂
    Irene

  7. Avatar homing pigeon

    Ciao Pim,
    bello questo pezzo. Raccontare di vini con l’istinto e non con i paroloni degli “intenditori” che parlano un loro linguaggio misterioso e scostante, come i dottori del seicento.
    Il vino, in giuste dosi, è uno dei grandi piaceri della vita. Un altro è quello di andarsi a cercare, bottiglia per bottiglia, cantina per cantina, i vini da chi questi li fa, ancora con la passione e la scienza contadina di una volta.
    A presto, un abbraccio,
    HP

  8. Avatar Pim

    @ Irene:
    Almeno metà del merito va alla mia amica Loulou, persona (visto che siamo in argomento) piena di spirito.
    @ HP:
    Il mio approccio al vino non è mediato da conoscenze specifiche (che invidio agli intenditori). Ne subisco però il fascino (alchemico, direi); come te, lo ritengo un piccolo piacere da apprezzare soprattutto in compagnia – e a dosi moderate, naturalmente.
    Grazie, un abbraccio.
    Pim

  9. Avatar Osman

    Il Gewürztraminer l’anti verdicchio!E’ da provare.
    Buona serata Pim.
    Osman

  10. Avatar Air Jordan Shoes

    caratteristica risulti piacevole per altri; e che magari, per il mistero degli abbinamenti, si possa accompagnare con qualche piatto piemontese. Visto che l’Arneis si è trovato molto bene con un piatto marchigiano e io con lui… Comunque, dal Piemonte mi hanno portato altri cibi buonissimi, purtroppo non ricordo i nomi… >>.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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