Sudafrica 2010 Ha vinto la Spagna, era una tra le favorite. Ha deluso, in modo inaspettato, l’Italia campione del mondo uscente. Hanno giocato bene le squadre organizzate, giovani, multietniche. Hanno perso quelle imbolsite (Italia, Francia), mal concepite (Argentina, Brasile, Inghilterra), quelle che facevano affidamento sulle individualità non inserite in un contesto tattico adeguato. I Mondiali del Sudafrica hanno dimostrato soprattutto questo: non bastano i cacciatori di gol, sia pure di qualità sopraffina – Messi, Kakà, Cristiano Ronaldo, Rooney. Il calcio attuale esige squadre solide, ben costruite e amalgamate, in cui i talenti siano efficaci tessitori al servizio del lavoro collettivo. Lo ha dimostrato la Spagna, giovane, brillante, compatta; e così la finalista Olanda, meno geniale dell’Arancia Meccanica che fu ma altrettanto vigorosa. Come lo hanno dimostrato la splendida Germania, un mix di freschezza e classe, e il sorprendente Uruguay.

L’immagine più bella di questo Mondiale in terra d'Africa resta quella di Nelson Mandela acclamato dal suo popolo. È la chiusura del cerchio, il passaggio del testimone alle generazioni future, l’auspicio che sappiano scacciare paure e contraddizioni ancestrali, e possano appropriarsi d’un futuro che solo a loro appartiene.

5 risposte a “Sudafrica 2010”

  1. Avatar chiarac286
    chiarac286

    A proposito di mondiali e nuovi talenti del calcio ho scoperto da poco un sito per giovani calciatori, si chiama Kicko è una piattaforma video (tipo youtube) in cui i giovani calciatori possono caricare i video con le proprie performance calcistiche ed essere provinati dagli osservatori.

  2. Avatar Prishilla

    Se davvero in questi mondiali ha vinto questo allora sono contenta, e spero che siano solo l’assaggio e la metafora di un mondo in cui vince la fiducia e il vigore e la capacità di usare il proprio talento, mettendolo al servizio di una squadra, e non di diventarne schiavi. E mi rassicura poter sperare che anche nella vecchia europa questo sia ancora possibile.
    Ciao Pim, a presto
    Una fiduciosa Prish

  3. Avatar Pim

    @ Kicko:
    Speriamo che questi nuovi media favoriscano la nascita di qualche talento… magari italiano. Un po’ d’aria nuova, di freschezza, è quel che ci vuole.
    @ Prish:
    Sono fiducioso anch’io. Non abbiamo bisogno di fuoriclasse griffati ma di atleti veri.
    Grazie, buona giornata.
    Pim

  4. Avatar flavio
    flavio

    i goal di villa e muller ce li dimenticheremo presto. l’immagine di mandela, con il braccio levato in segno di saluto, come in una specie di commiato, rimarrà invece per sempre
    cordiali saluti.
    flavio

  5. Avatar Pim

    La sua presenza era in dubbio, e invece non ha voluto mancare all’appuntamento con la storia. Il coro Madiba, Madiba che scendeva dagli spalti è risuonato come un riconoscimento: senza di lui questo Mondiale non ci sarebbe mai stato.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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