Elogio della fuga "Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio".

(Henri Laborit, Elogio della fuga)

7 risposte a “Elogio della fuga”

  1. Avatar rosy
    rosy

    sono fuggita tante volte, quindi mi complimento da sola per averlo fatto… avevo bisogno di leccarmi le ferite, di pace e bellezza, di solitudine per capire cosa c’era di effettivamente reale nella mia vita, di scoprire quali erano le cose che mi mancavano sul serio, quali le mie responsabilità e con cosa/chi dovevo mettermi d’accordo per non morire dentro… e quante volte fuggirò ancora…
    scusa lo sfogo, ciao pim

  2. Avatar Pim

    Fuggire non significa sempre arretrare, sottrarsi agli eventi, bensì semplicemente adocchiare prospettive diverse, prendere le misure delle cose. Che, viste da lontano, appaiono spesso meno terribili di quel che sembravano a prima vista.
    Ciao Rosy.
    Pim

  3. Avatar umberto novara
    umberto novara

    Non solo il desiderio…anche (soprattutto?) il pensiero,quello che costruisce, non si perde nella banalità ( la ‘chiacchiera’ di heideggeriana memoria),che predomina nei mezzi di comunicazione,spettacoli,ecc,ecc. Come ebbe a scrivere Norberto Bobbio (su un altro aspetto): “Nella vita esiste il contrasto,ed il contrasto è benefico.” Questi bei blog lo confermano: superamento della chiacchiera,profondità,autenticità,umanità…e diventa contagioso ( interventi di alcuni ‘lettori’).

  4. Avatar Pim

    La citazione di Bobbio è quantomai centrata: la diversità è fonte di arricchimento culturale e mentale. Grazie per i complimenti, buona giornata.
    Pim

  5. Avatar Silvia GM
    Silvia GM

    @ PIM: mi unisco alle parole di complimento che ti rivolge il sig. Umberto!
    E scrivo che ammiro le persone le quali, nella vita, sono state così coraggiose da fuggire.
    Ovviamente anche se non per mari in burrasca… nel senso fisico, sicuramente in senso
    materiale del corpo (con annesso cuore mente anima) che se ne va da una situazione o da persone che rendono la vita un inferno. Io ci sono riuscita una sola volta a poco più di 30 anni. E son stata ben felice della scelta di fuga… che per l’esattezza ho messo un punto fine a capo, pagina nuova, lettera maiuscola nella mia ‘nuova’ vita.
    Ammiro chi riesce a farlo più volte, fino a quando non trova la strada giusta.
    In pratica come scrive Rosy nel suo bellissimo post. Saluti.

  6. Avatar Pim

    Complimento che va esteso agli altri blogger, naturalmente…
    Il coraggio di fuggire: sembra un ossimoro, spesso non è così. Sottrarsi a persone e situazioni, invece di cedere all’aggressività o alla testardaggine, rivela doti strategiche non comuni. Seguire nuove rotte può inoltre condurre a risultati inaspettati (secondo il concetto di serendipity, cui personalmente credo molto).
    Grazie Silvia, ciao.
    Pim

  7. Avatar roberta
    roberta

    Non lo so, a me piacerebbe tanto fuggire ma ho finito i soldi perché ho perso il lavoro e non ne trovo un altro. Nella vita sono sempre fuggita per non sottostare a tanti ricatti morali, ora però, mi ritrovo in mare aperto senza nemmeno un’isola all’orizzonte e tanti, (troppi forse), libri letti che fanno acqua da tute le parti. E la situazione non mi piace per niente.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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