L'étranger L'étranger. Lo lessi nell'edizione francese, in terza media.

Ricordo quell'incipit, che m'impressionò: "Aujourd'hui maman est morte"…

4 responses to “L’étranger”

  1. Avatar dragor
    dragor

    Da incorniciare come un classico. Camus, Prévert, Sartre, un’epoca indimenticabile
    Ciao Pim, buona giornata
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Pim

    Camus, Prévert, Sartre: li lessi da ragazzo e hanno contribuito alla mia formazione. Senza di loro sarei un’altra persona.
    Grazie Dragor, a presto.
    Pim

  3. Avatar Elena

    Ho la stessa edizione, anche se lo lessi al liceo, sempre in francese.
    L’ho rileto qualche anno fa e mi è piaciuto come allora.
    Ho anche pronunciato la stessa frase, purtroppo…
    Un abbraccio, Pim.

  4. Avatar Pim

    Quella frase infatti mi prese al cuore perché, avevo quattordici anni, non contemplavo la possibilità di perdere una persona cara. Fu il primo impatto – seppur solo letterario – con gli eventi ineluttabili della vita, che fatico ancora oggi ad accettare.
    Bentornata, cara Elena. Ricambio l’abbraccio con uguale intensità.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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