(Pubblicato da Emma su Blu Agorà Caffè il 18 ottobre 2004)

Incontro con Michel In una domenica primaverile l'ultima replica di Ta main dans la mienne. Il marciapiede, il foyer del teatro, sono colmi di persone. Senza biglietti, esauriti da settimane, mi guardo intorno, smarrita, un po' irritata. Ho accanto l'immagine severa e dimessa di Lea Massari, confabulante con quella di un uomo che le consente l'ingresso, consapevole della fondatezza del suo disappunto. D'altronde ha di fronte la moglie di Michel, in una pellicola di Claude Sautet che qualcuno, nel tragitto tra la Francia e l'Italia, dimentico di un titolo volutamente aperto, Les choses de la vie, ha ribattezzato inopinatamente L'amante. Il film si apriva con il tragico epilogo delle vicende del protagonista, uomo senza qualità – direbbe Musil -, figlio del suo tempo umorale ed incerto, che muore in un incidente stradale senza l'audacia di scelte intimamente vissute.

Ora le persone del teatro si affrettano; raggiungono gli accessi alla platea e alla galleria, mentre io, in fremente delusione, tento di scoprire se qualcuno ha avuto un impegno imprevisto; chissà, forse due prenotazioni non sono state ritirate… Invece nulla; è tutto pieno. Mi guardano, alla biglietteria, nella mia garbata insistenza e qualcosa li impietosisce. Sopraggiunge l'idea che potrei avere due posti laterali, al limite del decoro, in platea, proposti ad una cifra considerevole.

Non esito; corro in corridoio, entro a spettacolo iniziato, in un palchetto. Mi hanno già avvertita: i sovratitoli, in italiano, non saranno particolarmente visibili da quel punto. Ma lei conosce il francese, vero? Michel è in scena. Mi è familiare, come Jean Louis Trintignant; ricorda adulti conosciuti durante l'infanzia e d'improvviso il cinema si mescola alla vita reale. Poi arriva la voce; le esitazioni, la naturalezza intensa, un'invecchiata, suadente dolcezza. Très français.

5 responses to “Incontro con Michel”

  1. Avatar Prishilla

    ‘ricorda adulti conosciuti durante l’infanzia’. splendido.
    buona giornata e buon weekend pim!
    prish

  2. Avatar dragor

    Conosco bene Les choses de la Vie, d’estate ce lo rifilano ogni 10 minuti alla TV. Ma non so chi e’ Emma. Me la presenti? 🙂
    dragor (journal intime)

  3. Avatar Pim

    @ Prishilla:
    È una bellissima espressione nella quale ho ritrovato anche un po’ di me.
    @ Dragor:
    “Emma” ha una penna raffinata, degna di una grande scrittrice. Se passo da Kigali te la presento volentieri… 🙂
    Ciao, grazie.
    Pim

  4. Avatar rosy
    rosy

    ma che bel brano! lascia trasparire tutta l’ammirazione per michel piccoli, degno esponente della grande tradizione francese meraviglioso anche nel film di moretti.

  5. Avatar Pim

    Di una bravura commovente. Senza Michel Piccoli, “Habemus Papam” sarebbe stato ben poca cosa.
    Ciao Rosy.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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