I quadri di Magritte I quadri di Magritte non smettono di sorprendermi ed emozionarmi. Hanno la misteriosa capacità di scovare le scorciatoie più adatte per entrare nel mondo dell’inconscio. Come succede in amore, nei colpi di fulmine, Magritte risveglia qualcosa che già esiste dentro di noi, una traccia del passato pronta ad essere ripercorsa.

4 responses to “I quadri di Magritte”

  1. Avatar PuntoG

    Insomma….una seduta di psicanalisi dentro un museo.
    Io dei libri dico che mi fanno scoprire ciò che non so di sapere. Da estendere anche a Magritt.(?)
    Ciao
    PuntoG

  2. Avatar Pim

    Beh, diciamo che Magritte insinua qualche dubbio sulla realtà che percepiamo, ci mostra il suo lato più misterioso, incerto, meno definibile.
    Ciao, grazie.
    Pim

  3. Avatar dragor
    dragor

    E’ vero, dà un’idea di déja vu. Sono già 2 volte che passo da Bruxelles e non faccio in tempo a vedere il nuovo museo Magritte. Giuro che la terza non mi sfugge
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Bruxelles invece mi manca. Adesso che ci penso… ho un amico che lavora in Lussemburgo, con la scusa di recargli visita potrei fare un salto fino al Musée Magritte.
    Ciao Dragor.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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