(12 giugno 2008)

I piedi ondeggiano sulle dune di velluto, sospese tra mare, lago e cielo. Fanno da quinta la bassa vegetazione mediterranea tagliata dalla litoranea e, in lontananza, la massa scura del Circeo. Ripeto a mente le parole di Moravia: “Un posto che mi ricorda l’Africa, per me la parte più bella al mondo”. Oggi tutto è immerso in una specie di luce lattea, a rievocare un fascino antico e solitario.

<< Ti ricordi quel filmato in cui Pasolini cammina sulla spiaggia… Indossa un trench, tiene le mani in tasca ed è spettinato dal vento… >>. << Quello in cui si mette improvvisamente a correre… Sì, certo, l’ho visto molte volte >>. << Sai, è stato girato proprio qui, dove siamo ora >>. << È vero… Riconosco il posto >>, e mi sorprendo a inseguire un’immagine: << se non sbaglio, in quell’occasione rilasciò l’ultima intervista prima di… >>.

Mentre continuiamo a parlare, sento la tua mano scivolare nella mia.

(Prima pubblicazione: luglio 2008)

4 risposte a “Sabaudia”

  1. Avatar dragor
    dragor

    Purche’la mano non sia quella di un uomo :-)))
    dragor(journal intime)

  2. Avatar Pim

    A dire il vero no, però, insomma, anche se fosse… 🙂

  3. Avatar rosy
    rosy

    pasolini non sarà mai dimenticato da chi ama veramente e profondamente la settima arte e tutto quanto ci ‘gira intorno’. spero che un giorno gli venga dato il giusto ‘riconoscimento’ che oggi, nella società nella quale viviamo, non è possibile.

  4. Avatar liana
    liana

    La morte non e’ nel non poter comunicare, ma nel non poter piu’ essere compresi.
    (Pierpaolo Pasolini)

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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