Io sono prigioniero di questa contraddizione: da un parte, credo di conoscere l’altro meglio di chiunque e glielo dichiaro trionfalmente (<< Io sì che ti conosco! Solo io ti conosco veramente! >>); e, dall’altra, sono spesso colpito da questa evidenza: l’altro è impenetrabile, sgusciante, intrattabile; non posso smontarlo, risalire alla sua origine, sciogliere il suo enigma. Da dove viene? Chi è? Mi esaurisco in sforzi inutili: non lo saprò mai.

(Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso)

8 risposte a “L’Inconoscibile”

  1. Avatar Alex
    Alex

    Chi vorrebbe sciogliere questo enigma ? quello che ci è strano è meraviglioso….senza mistero….
    Alex

  2. Avatar Pim

    Per natura vogliamo capire tutto di tutti. A parte il fatto che non è possibile, a volte è meglio lasciare un velo sulle cose e sulle persone. Il mistero, sì, ma anche una possibile delusione…
    Ciao Alex, grazie.
    Pim

  3. Avatar dragor
    dragor

    Ma guarda, mi succede anche con me stesso…
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Douceamère
    Douceamère

    La famosa terza variabile, Pim ? 🙂
    Un abbraccio

  5. Avatar prishilla

    Anche a me, Dragor, continuamente!
    Penso che possiamo conoscere solo quella parte degli altri, e di noi stessi, che suona sulle lunghezze d’onda che ognuno di noi è ‘programmato’ per percepire. Come se ognuno fosse una sinfonia e gli altri potessero sentire solo chi i violini, chi i fiati….
    Prish

  6. Avatar Pim

    @ Dragor:
    Succede anche a me. Mi sento un continente sommerso, ogni giorno scopro parti nuove di me. Come un esploratore o un archeologo…
    @ Douceamère:
    Una delle tante, credo. Ci vorrebbe una bussola psichica per identificarle tutte.
    @ Prishilla:
    Sì, c’è una predisposizione individuale. Fisiologica, qualche volta patologica – nel senso che tendiamo a cogliere le assonanze e ad evitare (più o meno) consapevolmente le dissonanze. Ci proteggiamo dai suoni distorti, per proseguire nella metafora, che temiamo danneggino il nostro udito. Non sempre è una buona cosa, però.
    Grazie ragazzi, buona giornata a tutti.
    P.

  7. Avatar PuntoG

    Non sempre è una cosa buona e alle volte è una cosa buona. Sia cogliere che non cogliere (tutte) le dissonanze, e cogliere le assonanze. Va bene essere imperfetti (ma non patologici) nelle percezioni degli altri e nostre. L’importante è riuscire ad ascoltarla, la musica del mondo.
    Buonanotte Pim
    PuntoG

  8. Avatar Pim

    L’importante è ascoltarla, vero. Non chiudersi in un silenzio assordante.
    Ciao G., un abbraccio.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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