Seduta, là, davanti a me, un po’
di sbieco. Sta guardando la televisione, un film con Samuel L. Jackson, Basic mi pare. Lo sguardo è già una
minaccia, rabbia cattiva, accentuata dagli occhi bistrati come Cleopatra. Una
felpa tutta nera la ingolfa, come nere porta le sneakers. Pericolosa.
Socialmente pericolosa, sta scritto in caratteri maiuscoli. Ciò che è
successo accadrà ancora, glielo leggo in faccia. Non può che finir male, e quest’idea
di ineluttabilità mi sconcerta. Distinguo una sfida gelida nelle labbra contratte.
Sotto la scorza dei pensieri sta premeditando una strategia indicibile rivelata
solo da piccoli gesti, apparentemente distaccati. Si sente superiore, tanto da poter
disporre della vita e della morte altrui. Come una ladra vuole entrare nel tuo
edificio identitario, impadronirsene per devastarlo pezzo per pezzo, colpo su
colpo, senza ragione. Ti costringe a fare i conti con la vulnerabilità, una
parte di se stessi che a volte spaventa. Un fantasma che diventa reale. Non vedo
un’uscita di emergenza. Mi alzo, le passo davanti, scavalco le gambe distese ma
lei resta impassibile. Irriducibile.

10 risposte a “Nessuna uscita di emergenza”

  1. Avatar Prishilla

    ti costringe a fare i conti con un’idea di ‘essere umano’ che non siamo programmati a considerare.
    quanto rendi bene questa idea, purtroppo.

  2. Avatar Pim

    Concordo. Certe presenze sono respingenti nostro malgrado. Esistono forme di “diversità” che scombinano la realtà per come la percepiamo e ci costringono a fare i conti anche con la personale vulnerabilità.
    Grazie Prish, buon lunedì.
    Pim

  3. Avatar dragor
    dragor

    Niente paura, saltale addosso. Vuole essere presa da un bruto. Al momento buono strillerà “ancora” come le altre:-)
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Non puoi conoscere la persona e la storia, ovvio, ma ti assicuro che un comportamento del genere potrebbe essere letale… e non per lei…

  5. Avatar irenespagnuolo

    Mi travolge questo brano…Storia di una vita, ecco. Conosco anche il terrore. La vulnerabilità, la desolazione e un po’ di rabbia contro il destino.

  6. Avatar Pim

    Sapevo che questo brano avrebbe attirato la tua attenzione, cara Irene. La rabbia è forse l’unico sentimento che non ho provato: più la compassione, al di là di tutto.
    Ciao, grazie.
    Pim

  7. Avatar irenespagnuolo

    Compassione, è vero…
    Ma un po’ di rabbia, qualche volta, monta. E poi stai male pure per averla provata 🙁
    Un abbraccio Pim

  8. Avatar Pim

    Contraccambio l’abbraccio. 🙂

  9. Avatar Tesea
    Tesea

    Forse la carta vincente e spiazzante avrebbe potuto essere l’indifferenza. Riuscendo a resistere alla tentazione di fuggire.
    Tesea

  10. Avatar Pim

    La carta vincente è la comprensione, Tesea. A volte ci si allontana (non si fugge mai) perché il carico emotivo è troppo forte da temere di non riuscire a sostenerlo. Ma è solo un momento.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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