(Pubblicato sul Forum Cinema di Kataweb il 7 ottobre 2002)

Il figlioOlivier, falegname silenzioso e operoso, insegna in una scuola di recupero per adolescenti usciti dal riformatorio. L’arrivo di Francis, sedici anni, ne sconvolge il già difficile equilibrio interiore: il ragazzino, altrettanto introverso e taciturno, è l’assassino del figlio. Si dipana così la tragedia di un genitore che tenta di elaborare un lutto inspiegabile, di un marito il cui matrimonio si è frantumato contro un dolore insostenibile. E quella di un giovane irresponsabile che nell'uomo scorge una figura paterna in grado di proteggerlo. La confessione finale e la colluttazione tra Olivier e Francis costituirà un atto di muta riconciliazione che aprirà la porta al perdono.

Dopo La promesse e Rosetta, i fratelli Dardenne proseguono con Le fils la serrata esplorazione degli aspetti più intimi e complessi della realtà quotidiana. Con taglio documentaristico e occhio asciutto raccontano di adolescenti difficili alla ricerca di un possibile percorso di redenzione e di uomini scavati dalla sofferenza capaci di operare scelte coraggiose. Mettendosi la camera a spalla pedinano i protagonisti, ne scrutano i volti con primissimi piani, girano loro intorno a pochi centimetri dalle spalle. Questo movimento continuo – fatto di rincorse, avvicinamenti e allontanamenti fulminei – consente di leggere le emozioni più fuggevoli addensate tra le rughe dei personaggi e contribuisce a illustrare il clima di claustrofobico sgomento in cui si muove il protagonista. Tutta la vicenda si costruisce e si concentra infatti sull’angoscia di Olivier, combattuto tra il cupo dolore per la perdita del figlio e l’inesprimibile desiderio di aiutare Francis a dare un significato alla propria esistenza.

L'enfant è un piccolo film spiccio, scarno (niente musica, rumori d’ambiente, dialoghi ridotti al minimo, montaggio affannoso), spietato e delicato al medesimo tempo, antiretorico, per nulla consolatorio. Non somiglia a nient’altro. Da vedere.

Il figlio (Le fils), di Jean-Pierre e Luc Dardenne, con Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Isabella Soupart (Belgio/Francia, 2002, 103'). Domenica 10 febbraio, ore 23,35, Rai5.

2 responses to “Il figlio”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Certo che come li racconti tu nessuno eh!!!
    Perché anche un buon film ha bisogno di buoni spettatori capaci di cogliere tutto…
    😉

  2. Avatar Pim

    Grazie Irene, sei sempre gentile. Nel 2002 avevo più tempo per scrivere e (soprattutto) non mi addormentavo davanti a un film come, talvolta, capita ora. Altri tempi, altra età… 🙂
    Ciao.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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