Apodittici e integralistiViviamo in un tempo in cui la rapidità e la brevità dell’informazione sono considerate un valore. Ottima cosa. Si confonde però spesso la semplicità con la semplificazione. La semplicità va bene per le cose semplici, ma la vera bellezza della realtà sta invece nella complessità. Attrezzarsi a decifrarla è – dovrebbe essere – un esercizio obbligatorio che si impara fin dai banchi della scuola. Altrimenti, confondendo semplicità e semplificazione, si perviene all’imprecisione. All’errore. Anche grossolano. In questo senso Internet non aiuta a meditare, ad argomentare, a ricostruire almeno un’idea della complessità del mondo. La comunicazione, che avviene esclusivamente con testi scritti, influenza il contenuto del messaggio che tende appunto a essere essenziale sino, talvolta, all’elementarità. Per non dire del rischio di uscire dal contesto, non riuscire a spiegarsi, quindi non essere compresi (nei toni e nei modi) e innescare reazioni a catena. In undici anni di vagabondaggi attraverso la Rete ho accumulato una certa esperienza al riguardo, dai primi Forum di discussione per arrivare a Twitter. Ecco, appunto, Twitter. Bisogna essere davvero molto sicuri delle proprie opinioni per condensarle in 140 caratteri. Troppo sicuri, così da tradurle in assiomi. Per twittare occorre essere apodittici e integralisti (infatti per questa frase mi sono bastati meno di 50 caratteri). Io sono uno che, per natura, tende alla sintesi, ma Twitter impone una semplificazione e, soprattutto, una perentorietà che non mi appartengono.

5 responses to “Apodittici e integralisti”

  1. Avatar irenespagnuolo

    E’ indiscutibilmente vero. All’impagabile immediatezza che, diciamolo, ha dato alla comunicazione la freschezza della “spontaneità” occorre comunque coniugare il filtro del pensiero. Diciamo che dovrebbe valere sempre il collegamento cervello/tastiera…Io talvolta casco nell’ impeto della passione però, di solito, scrivo quello che ho “meditato”. E’ un argomento molto complesso, questo. Peraltro l’attualità insegna quanto sia delicato, in tutti i sensi e per tutti.
    😉

  2. Avatar Pim

    Nel web l’interazione sociale avviene tramite modalità molto diverse da quelle che abbiamo “dal vivo”, l’ansia sociale è minore, però siamo pur sempre “in relazione”. La spontaneità, che in certi contesti può rappresentare un pregio, unita alla naturalezza del linguaggio può risultare qualche volta controproducente. Insomma, sì, la questione è complessa (se ne occupa la psicologia della comunicazione) e non ci sono regole. Se non quella che hai ricordato tu: tenere collegati cervello e tastiera. 🙂
    Ciao Irene, grazie.
    P.

  3. Avatar rosy
    rosy

    qualcuno si chiedeva l’impatto che twitter può aver avuto sulla elezione di napolitano, cioè se twitter e facebook incidono o no sulla politica….

  4. Avatar irenespagnuolo

    Forse incidono Rosy…noi su facebook tifiamo Rodotà e loro votano Napolitano 😉
    Non so se è solo una battuta…

  5. Avatar Pim

    Uhm.. no, non credo si possa semplificare (appunto) così. I social network stanno avendo un forte impatto su tutti gli schieramenti, Irene, avresti dovuto leggere i commenti furibondi dei followers area Pd. Ma chi naviga nella Rete rappresenta un campione statisticamente non rilevante della popolazione. Dunque si potrebbe rovesciare la questione e chiedersi se i politici prestino davvero attenzione a tutte queste voci (cosa che potrebbe essere utile), addirittura si facciano condizionare (il che sarebbe grave), oppure (peggio) intendano manipolarle. Ci sarebbe da scriverci su un trattato, io mi limito a porre domande e a manifestare più di qualche perplessità. IMHO. 🙂
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Aprile 2013
L M M G V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere