DitaDita, mai completamente dispiegate, anzi più sovente reclinate su se stesse, atteggiate in modo morbido, quasi fossero appoggiate su una superficie invisibile e non avessero energia o consistenza propria per dare slancio sufficiente alla mano intera. Dita che disegnano una specie di arco ondivago, come a tenere in mano qualcosa di ovale e tornito, come certe sculture di madonne, che uno si chiede: ma non esistono quelle curvature di mani lì. E invece no, esistono e sono sempre intrecciate, nei vari angoli che formano col dorso, apparentemente senza peso. Dita a fuso che sostengono benissimo anche un anello a fascia larga, nobilmente ben accette da quelle misure e convessità che ne accentuano l'eleganza naturale e la delicatezza di movimenti e spostamenti. Dita di cui si intuiscono le proprietà tattili, che sembrano accarezzare le cose senza prenderle mai, pur sapendole contenere con disinvolta determinazione.

10 responses to “Dita”

  1. Avatar dragor
    dragor

    Bella descrizione, sembra un fusuma giapponese. Sull’estetica delle mani si potrebbe scrivere un romanzo. Anche il mio nipotino di 4 mesi passa ore a fissarsi le dita.
    Ciao Pim, buon lunedi’
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Pim

    Osservo attentamente le mani delle persone: la cura che ne hanno, la gestualità. Sono una delle parti del corpo più interessanti perché raccontano molto. I bambini la sanno lunga, in questo senso… 🙂
    Ciao Dragor, buon lunedì anche a te.
    Pim

  3. Avatar rosy
    rosy

    colgo molto eros in queste parole.

  4. Avatar Pim

    Non ci avevo pensato – ma il fatto che non ci abbia pensato non significa che non possa essere così. 🙂
    Pim

  5. Avatar Prishilla

    D’accordo con Dragor, e con Pim. Le mani raccontano tantissimo, e in questo post c’è una storia. Io mi dico spesso che le mani raccontano la verità, di solito. E mi sono accorta che istintivamente diffido dalle persone con le dita appuntite. Ma questo, probabilmente, rientra nel quadro di un più grande e generale problema mio! 🙂

  6. Avatar Pim

    C’è chi (una variante lombrosiana di chiromanti?) si diletta ad analizzare i vari tipi di mano, distinguendoli a seconda della forma del palmo e delle dita: vi corrisponderebbero particolari caratteristiche morali e fisiche. Non è che ci creda particolarmente (anzi, più no che sì), però è vero che riportano una personalità. Per inciso: pare che non sia consigliabile affidarsi a coloro che posseggono una mano conica – come me…
    Ciao Prish, buona giornata.
    Pim

  7. Avatar Irenespagnuolo
    Irenespagnuolo

    Uhm…per fortuna non ho le dita appuntite…Prish, tranquilla!
    Anch’io guardo molto le mani e trovo che difficilmente “mentano”… la cosa che invece mi chiedo spesso è perché non ho cura delle mie. Non sono da creme, unghie gioiello e smalto per intenderci. Non che mi dispiaccia…però mi sorge il dubbio di non farci un figurone 😉
    Comunque qui non è di belletto che si tratta dunque mi salvo!
    Bel post, Pim
    irene

  8. Avatar Pim

    Le mani sono uno strumento per agire nel mondo, Irene, forse è così che principalmente le intendi.
    Grazie, un abbraccio.
    P.

  9. Avatar irenespagnuolo

    Uhm…anche uno specchietto dei pensieri 😉

  10. Avatar giulia
    giulia

    Belle osservazioni, fini, molto delicate.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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