Il favoloso mondo di AmèlieInizio 2002, i forum di discussione andavano alla grande e
Il Venerdì di Repubblica era solito segnalare quelli più interessanti. Dal mio canto annusavo curioso, volevo tuffarmi nella Rete ma non riuscivo a trovare un pretesto. Poi, quasi per caso, un indirizzo web attirò la mia attenzione. Eccolo il pretesto: scrivere di cinema. Perché no? In fondo che ci voleva: molta passione, qualche competenza… Avevo appena visto Il favoloso mondo di Amélie, l'avevo apprezzato e potevo tentare. Aperto un file di Word, mi trovai subito a fronteggiare due difficoltà impreviste. La prima: non componevo nulla da parecchio tempo, le sinapsi si erano
intanto arrugginite e i pensieri faticavano a raggiungere la punta delle dita.
La seconda: fino a quel momento non avevo mai scritto di cinema e non sapevo letteralmente da dove partire. Va bene che Lello Bersani proponeva recensioni dettagliate di film davanti ai quali aveva beatamente ronfato, però… Dalla mia avevo soltanto il nickname. Pim. Ovvero l’acronimo del mio nome, del cognome e del secondo nome. Le poche righe che postai nel Forum Trovacinema il 13 febbraio 2002 esibivano un tono vagamente supponente, ma dovevo pur compensare qualche senso d'inferiorità nei confronti di chi il cinema lo praticava professionalmente. L'istante – emozionante – in cui premetti il tasto Enter segnò il mio esordio nel magico mondo del web.

Amélie et les autres
Autore: Pim (---.25-151.libero.it)
Data:   13-02-02
11:14

"Anticinema", l'ha definito Libération. Altri, invece, ne hanno
fortemente criticato il presunto sentimentalismo. "Le fabuleux destin d'Amélie
Poulain" è in realtà un'esortazione a non limitarsi a guardare il mondo da una
finestra, a non rimanere spettatori della vita, un invito a
mettersi in gioco e a vivere fino in fondo le proprie emozioni. Correndo anche
il rischio di innamorarsi. Perché - si sa - l'amore destabilizza, mette in
crisi, spesso è fugace e arreca dolore, però costituisce una necessità imprescindibile
della nostra esistenza.
E poi, diciamola tutta: dov'è tutto questo disgustoso
romanticismo, tutto questo mieloso buonismo? A guardar bene, con mente serena, Jeunet gioca in modo disinvolto col grottesco, badando a stemperare - e
talvolta a stravolgere - qualunque sentore di melensaggine con un umor nero cinico e
bizzarro (la morte della madre di Amélie, o il nano giramondo).
In certi momenti, poi, raggiunge dal punto di vista iconografico vertici di vertiginosa intensità, con invenzioni cromatiche e stilistiche spesso originali. Gli stessi effetti speciali appaiono estremamente funzionali al racconto.
Per chiudere: non possiamo e non
dobbiamo considerare "Amélie" un capolavoro. Sgomberando però il
campo da certe superficiali letture - fondate più che altro su un cieco
pregiudizio che nulla ha a che fare con il contenuto -, possiamo definirlo un
buon film che va ad inserirsi di diritto come esempio rappresentativo dell'odierna cinematografia europea.

.
Il favoloso mondo di Amélie (Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain), di Jean-Pierre Jeunet, con Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Dominique Pinon (Fra/Ger, 2001, 120'). Martedì 5 novembre, ore 21,10, La7d.

6 responses to “Il favoloso mondo di Amélie”

  1. Avatar Badev

    Sei una delle magie di Amelie? Bisous da qui.

  2. Avatar Pim

    In un certo senso, credo proprio di sì.
    … E poi piace anche a me rompere la crosta della crème brûlée con la punta del cucchiaio.
    Bisous bisous.
    P.

  3. Avatar prishilla

    Che bello questo risvolto di Pim prima dei risvolti! 🙂
    Prish, che ama infilare le mani nei sacchi di legumi secchi….

  4. Avatar Pim

    La verità, cara Prish, è che non butto via niente: libri, appunti, memorie… ogni cosa, anche la più superflua, fa parte della mia vita, della mia storia. Non sono un ossessivo-compulsivo (per fortuna no): penso a una possibile utilità, che spesso si realizza.
    Pim
    (A me piace moltissimo infilare le mani nella sabbia e poi farla scorrere tra le dita…)

  5. Avatar irenespagnuolo

    Ecco un altro risvolto di Pim: l’esordio in rete.
    Effettivamente il “primo pezzo” avrei dovuto conservarlo anch’io, accidenti.
    Meno male che tu l’hai conservato così noi ce lo possiamo godere 😉
    Irene

  6. Avatar Pim

    Quasi dodici anni fa… qualcuno potrebbe chiedersi se nel frattempo non avevo altro di meglio da fare… non saprei che cosa rispondere… 🙂
    Ciao Irene, buona domenica.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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