Mi hai perdonato<< Mi hai perdonato? >>, domandò lei allentando per un momento la stretta dell’abbraccio. Io distanziai leggermente il mio viso dal suo, per metterla bene a fuoco. << Ti riferisci a quella volta…? >>. L’episodio mi riapparve alla memoria condensato in pochi frames: lo sportello che si spalanca all’improvviso, lei che fuoriesce in uno scatto nervoso, l’auto che sopraggiunge alle spalle frena e cambia traiettoria.
Accordo sempre il perdono a chi si assume la responsabilità del proprio comportamento: siamo tutti pieni di limiti e bisogna operare per ridurre la sofferenza che ci procuriamo l’un l’altro.

3 risposte a ““Mi hai perdonato?””

  1. Avatar rosy
    rosy

    è bello sapere che il perdono ci attende, da qualche parte, in qualche tempo.

  2. Avatar Irenespagnuolo
    Irenespagnuolo

    È la cifra dell’umanità. Le scuse sono tutto…praticamente disarmanti. In qualche modo annullano l’errore e sono la chiave dei rapporti, no?
    Irene

  3. Avatar Pim

    Perdonare è anche un modo per preservare le persone cui vogliamo bene dalla nostra aggressività, per rendere più profondo il nostro legame con esse.
    Ciao Irene, grazie.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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