Tutto ciò che è di dominio affettivo reclama l’assoluto. Il bambino vuole la madre per la vita, gli innamorati vogliono amare per la vita. Tutto in noi reclama il definitivo, mentre la vita ci insegna il provvisorio. (François Truffaut)

Le cose finiscono. Una volta che te ne rendi consapevole, il più è fatto.

2 risposte a “Le cose finiscono”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Già, non ne siamo consapevoli, dobbiamo renderci tali.
    Però non so se è sempre vero…che il più è fatto. Qualche volta il più viene dopo a parer mio, quando non hai proprio il benché minimo appiglio mentale a quella cosa.

  2. Avatar Pim

    Diventare consapevoli è un bell’impegno, occorre rinunciare a una falsa coscienza lavorando sui vari meccanismi di difesa che abbiamo – che peraltro ci permettono di sopravvivere. Quella è secondo me la fase più difficile, il fondamento di tutto. Messo in moto il processo, entrati in contatto con le parti problematiche, quelle che mettono angoscia, abbiamo allora bisogno di speranza (non più di illusioni): altrimenti rischieremmo davvero di ritrovarci senza appigli, in balia di noi stessi.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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