Talento e consapevolezzaPerché ai Mondiali lo svizzero Dzemaili prende il palo all’ultimo secondo? E perché la palla, che dopo aver toccato il palo gli rimbalza sul polpaccio come in un flipper, invece di rotolare dentro esce di un nulla, sancendo la vittoria della sopravvalutata Argentina? […] E perché il cileno Pinilla ha colpito la traversa contro il Brasile, all’ultimo minuto anche lui? Un tiro al volo di rara bellezza, che se fosse entrato avrebbe cambiato la vita del centravanti del Cagliari e, in peggio, quella di milioni di brasiliani. Ma non è entrato. Mentre i tiri all’ultimo minuto di un Robben o di un Di Maria finiscono quasi sempre dentro e, se prendono il palo, potete stare certi che rimbalzeranno in rete. […]

Esclusa la iella, è dunque solo una questione di talento? Di predestinazione? […] Preferisco pensare che Pinilla e Dzemaili colpiscano il palo perché non sono abituati a giocare le grandi sfide. Non è il talento a fare la differenza, ma la consapevolezza nell’usarlo. Che tradotto in vita pratica significa: più uscirai dal guscio delle tue sicurezze e ti cimenterai nelle prove difficili accettando il rischio di perderle, più acquisirai quella magia dell’inesorabile che ti porterà a fare gol nel momento decisivo”.

(dal Buongiorno di Massimo Gramellini del 2/7/2014).

8 risposte a “Talento e consapevolezza”

  1. Avatar dragor
    dragor

    Pinilla e Dzemaili colpiscono il palo per offrirci una finale Argentina-Brasile, molto più interessante di Cile-Svizzera. Bisognerebbe ringraziarli per non avere segnato:-)

  2. Avatar Pim

    Più prosaicamente, sì: la finale Brasile – Argentina è quella che gli organizzatori del torneo si aspettano (sebbene la Germania sia pronta a guastare la festa) e credo che abbiano tirato un gran sospiro di sollievo.
    Buon fine settimana, Dragor.
    P.

  3. Avatar Prishilla

    Ma io dico, perchè escludere a priori la ‘iella’? o il ‘caso’? Il buon Gramellini mi sembra che la tiri un po’ per i capelli pur di ribadire una pur sacrosanta – e peraltro assodata – verità…
    Prish (che ama più i Risvolti dei Buongiorni:-))

  4. Avatar Pim

    Quale onore, Prish… dico sul serio… grazie! 🙂
    (Basta che Gramellini non lo sappia: ci fu un tempo in cui Dragor ed io eravamo davanti a lui nella classifica dei blogger de La Stampa… acqua passata, ora il Nostro furoreggia ovunque – onore al merito.)
    Sul caso – fato o destino che dir si voglia – ho una visione piuttosto illuminista: ciascuno è fabbro della propria sorte. Sicuro, esistono le coincidenze, gli incroci casuali, le combinazioni di eventi… credo però che, se ti abitui a giocare certe sfide, sei più consapevole dei tuoi mezzi e hai una probabilità inferiore di sbagliare (mai pari a 0, comunque).
    Un abbraccio, a presto.
    Pim

  5. Avatar Prishilla

    Oh Pim, la classifica dei blogger de La Stampa, a quel tempo, sapeva quel che faceva… non si trattava certo nè di caso, nè di fato, che dir si voglia ;-))
    Buona giornata
    Prish

  6. Avatar Pim

    Ammettiamolo, Prish: eravamo un bel gruppo, eterogeneo come personalità e stile ma omogeneo per eleganza e solidità di contenuti. Tu, Irene, Dragor, HP, Marianna, Montgolfier… talento e consapevolezza, per l’appunto! Ci leggevano davvero in tanti, non solo perché ben visibili in home page. A distanza di anni, resto convinto che La Stampa abbia lasciato andare via un piccolo capitale. Però, vabbe’, ormai è acqua passata… 🙂
    Pim

  7. Avatar Irenespagnuolo
    Irenespagnuolo

    Eccomi, arrivo e concordo con Prish. Senza sviolinate, che vadano un bel po’ di volte al diavolo i buongiorno.
    Che peccato…che pessima determinazione fu quella. E…chissà poi perché, vero?
    Guai a mettere in ombra chi è destinato alla luce, cari blogger, pare abbiano mormorato chiudendoci la porta in faccia!
    Ma siamo ancora più o meno in pista 😉

  8. Avatar Pim

    😉

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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