The Melody At NightVerso mezzanotte si fa lentamente largo I Loves You Porgy. Le cuffiette dell’iPod prescrivono alla musica un tragitto orizzontale a doppio senso che attraversa gli emisferi cerebrali da un orecchio all’altro, all’altezza esatta degli occhi. La luce fioca lascia indovinare il disordine ben poco artistico delle carte sparse davanti al portatile.

Dall’altra stanza, nel buio solitario raccolto intorno al suono del pianoforte, è appena percepibile la sagoma delle infermiere, chine sul tavolo a raccontarsi le loro storie.

Le vetrate aperte sul mondo restituiscono intatti i bagliori della notte, confusi con la luce al neon e l’aria appiccicosa nel lungo corridoio, procurata dalle sigarette fumate di nascosto, da bottigliette di plastica vuote, aroma di caffè forte, sudore residuo del personale di servizio.

Non c’è traccia della presenza dominante dei medici, che hanno riversato parole fino a dieci secondi prima dell’orario di uscita. Le terapie devono essere riviste, gli esami strumentali non sono ancora arrivati, la connessione wi-fi cade continuamente: eppure si riesce sempre, contro ogni previsione, a terminare le riunioni del giovedì con la consueta indiscrezione politica e il tempo previsto per il week-end.

Non c’è traccia umana, a ben vedere, a quest’ora. Siamo fantasmi, voci sussurrate.

Mancano pochi secondi alla fine del brano e il cenno di Mara, l’educatrice che trascorre la notte al piano di sotto, indica con gentilezza discreta la tazzina e la bustina di zucchero.

Bello sentire Keith così lontano dai furori geniali e capricciosi delle sue improvvisazioni, immerso in queste note calme, accorate, così private. Come un letto sgualcito e caldo che qualcuno ha lasciato da poco.

(1. continua)

4 risposte a “The Melody At Night”

  1. Avatar Prishilla

    Ho idea che Keith ne sarebbe felice….
    buona settimana, Prish
    p.s Trovo che ‘essere fantasmi’ sia stupendo

  2. Avatar Pim

    Non so se Keith ne sarebbe felice, forse mi tirerebbe dietro il pianoforte, chissà.
    L’idea dei fantasmi mi è venuta in mente per associazione, rivedendo una sequenza tratta da un film dei Fratelli Marx in cui Groucho sta in camicia da notte. (Però non dirlo in giro, altrimenti qualcuno mi prende davvero per matto…)
    🙂
    Grazie, ti abbraccio.
    Pim

  3. Avatar dragor
    dragor

    Questa splendida descrizione conferma quello che ho sempre pensato: durante l’ascolto o l’esecuzione, la musica è l’unica realtà possibile. Di quella funzionale se ne fa volentieri a meno.
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Hai ragione, Dragor, l’unica realtà percepibile.
    Grazie, a presto.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Ottobre 2014
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere