Tityre tu patulae recubans sub tegmine fagi, stat rosa pristina nomine nomina nuda tenemus, piede equino cavo varo addotto supinato…
Tityre tu patulae recubans sub tegmine fagi, stat rosa pristina nomine nomina nuda tenemus, piede equino cavo varo addotto supinato…Avevo copiato l’incipit di Virgilio in un mio vecchio post sul Tanganyka ma non se n’è accorto nessuno. Forse la traduzione non prometteva semantiche fantastiche…
dragor (journal intime)
Oh quanta verità!! E poi ci sono anche le parole che non son scritte con l’inchiostro simpatico e restano, come tatuaggi, sotto pelle….
Un abbraccio Prish
Lo ricordo quel post, Dragor: i racconti delle tue esperienze hanno sempre inciso nel mio immaginario. L’Africa è essa stessa una semantica fantastica.
Quelle parole finiscono per essere assorbite nel nostro sangue, Prish, diventano cellule che corrono nelle vene, ci danno ossigeno, nutrimento e forza.
Ti abbraccio anch’io.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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