Paris n'a pas peurUn’amica parigina, mentre partecipava alla manifestazione che si stava svolgendo nella capitale francese, mi scriveva ieri queste parole: “Una giornata… inedita. La gente ha bisogno di parlare, di lasciare andare tutto ciò che aveva accumulato e… tutte queste ultime ore, come un alleggerimento fisico, psichico. Resilience… ricostruzione… un tentativo? È stato veramente forte ciò che abbiamo realizzato oggi: un messaggio potente ma anche una (ri)presa di coscienza. Abbiamo un po’ riguadagnato la nostra… umanità, la dignità, il coraggio di affrontare il “nuovo ordine” mondiale, sociale. Un resetting… necessario che ha dovuto purtroppo passare attraverso il sangue, il sacrificio”.

Parigi trattiene le lacrime e non ha paura.
Neppure noi.

2 responses to “Paris n’a pas peur”

  1. Avatar Prishilla

    Sarà per sempre, questo dover passare attraverso il sangue?
    Grazie per aver condiviso queste parole, un abbraccio
    Prish

  2. Avatar Pim

    Sono io a ringraziare la mia amica per avermi permesso di citare le sue parole. Hanno un valore prezioso perché sono state scritte “in diretta”, sotto la spinta dell’emozione – che deve essere stata veramente forte.
    Il sangue… ci pensavo anch’io Prish, pensavo che a noi spetta almeno non renderlo inutile.
    Un abbraccio.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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