Sul risoNoi ridiamo perché sappiamo di essere mortali. I cani – che non sanno di esserlo, nessuno gliel’ha detto – non ridono. Perché c’è stato questo massacro… perché se tu non hai paura della morte e sei disposto a farti esplodere, non capisci neanche cosa significa ridere. Lo stesso succedeva ai rigoristi cristiani, i quali negavano che Gesù ridesse perché pensavano soltanto all’aldilà. Invece il riso è una funzione fondamentale per salvarsi dalla disperazione.

Sono stato sempre interessato al problema del riso. Anzi, una volta speravo di poter scrivere il libro sul comico che alcuni grandi, da Bergson a Freud, non sono riusciti a fare. Poi ho pensato che era meglio smetterla, così dopo la mia morte usciranno un sacco di tesi su come sarebbe stato il mio libro sul comico”.

(Umberto Eco, da Che tempo che fa dell'11 gennaio 2015)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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