Una folliaSono. Sono le sei e mezza del mattino e il cellulare dovrebbe squillare a minuti. Un lavazza nero e senza zucchero, giusto il tempo di ultimare la valigia. Emmanuelle è consapevole che nelle famiglie perbene queste storie non esistono, eppure non manifesta incertezze. Solleva lo sguardo. Daniel le sta di fronte, in piedi, le braccia conserte. << Vuoi la verità? >>, domanda lei con il tono di chi non cerca assoluzione. << La verità è che, a un certo momento dell’esistenza, arrivati a quella che si chiama età matura, subentra la voglia irresistibile di commettere una follia >>. Appoggia la tazza sul piattino. << Più che una follia… di ciò che il senso comune chiama così ma che, per me, è l’espressione di una vitalità mai sopita >>.

4 responses to “Una follia”

  1. Avatar Irenespagnuolo
    Irenespagnuolo

    Mmmh…essendoci, nell’età matura, sono prossima (assai) a qualche atto di vitalità mai sopita…!

  2. Avatar Pim

    Credo sia un’esigenza fisiologica, Irene… 🙂
    Un abbraccio.
    P.

  3. Avatar George
    George

    La folie a du sens quand elle est magique

  4. Avatar Pim

    La folie et la sagesse sont parfois deux extrêmes qui se touchent.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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