Nonno BeppeHo sempre detestato il mio nonno paterno, che di nome faceva Beppe. Lo ricordo come un vecchio villano e arrogante che rendeva le mie domeniche di bambino un incubo. Non solo si autoinvitava a pranzo e appestava l’aria con commenti volgari ma, esaminando con aria disgustata ciò che mamma aveva preparato, bofonchiava in piemontese: “Co a l'è susì? Ah, mi lo mangio nen”.
 
Qualche giorno fa mi è tornata in mente una frase tipica della sua insolenza. Non esprimeva mai alcuna riconoscenza nei confronti di chi gli usava una cortesia: “Si dice grazie solo alla Madonna”, affermava con tono sprezzante. Quando è morto, infatti, io l’ho ringraziata.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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