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Rush

RushI campioni sportivi erano i miei compagni immaginari di gioco, su di loro fantasticavo avventure di cui facevo da narratore e coprotagonista. Niki Lauda, fresco vincitore del titolo di Formula 1, era il mio preferito perché lo sentivo congeniale: forte, veloce, ma anche freddo e calcolatore. Quando lessi la notizia dell'incidente al Nürburgring sulla prima pagina de La Stampa (era il 2 agosto 1976), scoprii che un campione poteva essere terribilmente vulnerabile. Dal suo ritorno alle corse, tanto repentino quanto straordinario, che la forza di volontà riesce ad essere persino più importante dell'abilità.

Rush, di Ron Howard, con Chris Hemsworth, Daniel Brühl, Pierfrancesco Favino, Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara (USA/GB/Ger, 2013, 123'). Mercoledì 14 ottobre, ore 21,20, Rai1

2 risposte a “Rush”

  1. Avatar Prishilla

    Pim narratore e co-protagonista deve essere stato fantastico…. fortunati i tuoi compagni di gioco! 😉

  2. Avatar Pim

    Lauda, Stenmark, Moser, Zoff… Fortunato io ad avere tale compagnia, piuttosto, fortunato a vivere in un periodo storico nel quale lo sport conservava ancora (abbastanza) intatti spirito e valori.
    Ciao Prish, grazie.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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