A Parigi voglio tornarci prestoI terroristi – lo dice la parola stessa – inseguono lo scopo crudele di seminare il terrore tra la gente. Uno dei primi pensieri che invece ho formulato, superato lo shock iniziale della notizia e dopo essermi accertato che le persone a me care fossero in salute, è stato: a Parigi voglio tornarci presto. Ho visitato Damasco, Amman, Il Cairo, Istanbul, Gerusalemme, eppure – mi vergognavo ad ammetterlo – fino allo scorso ottobre non c'ero mai stato. E fin da subito è scoccato un coup de foudre scintillante di stupore. Parigi mi ha accolto con commovente dolcezza: senza che le chiedessi nulla mi ha messo a disposizione le sue meraviglie, soprattutto quelle meno appariscenti, quelle sconosciute ai turisti occasionali o distratti. Le ferite che mani sconce le hanno brutalmente inferto me la rendono adesso ancora più cara. Per questo so che tornerò, con la stessa gioia trepidante nel petto, lo stesso abbandono fiducioso che scaturisce da un abbraccio amorevole e sicuro.

6 risposte a “… a Parigi voglio tornarci presto”

  1. Avatar Franco

    Fuori -persino dentro di noi- può accadere qualsiasi cosa, ma i nostri posti ideali non mutano.

  2. Avatar Pim

    … anzi appaiono ancore di salvezza, rifugi senza crepe.

  3. Avatar rosy
    rosy

    parigi…. sarebbe l’ennesimo ritorno per me, ma è un richiamo irresistibile, qualunque cosa possa succedere.

  4. Avatar Pim

    Oh sì, “mentre tutto intorno è pioggia, pioggia, pioggia e Francia”.

  5. Avatar Alex

    Quando tornerai ti chiederemo di smettere di attaccare lucchetti alle grate del Pont des Arts 😉
    Alex

  6. Avatar Pim

    D’accordo Alex, però prima passo dal Ponte Milvio. 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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