Un fatto è ora limpido e chiaro"Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. E' inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell'animo e non vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l'attesa".

(da Le Confessioni) 

Considerando l'uomo come un sistema vivente, ci si accorge immediatamente che l'unica dimensione reale è il presente. La memoria è una costruzione di ricordi passati che avviene nel qui-e-ora, il futuro è pianificato proiettando lo stato attuale in cui ci troviamo. Agostino era molto zen (d'altronde non si diventa santi per caso).

2 risposte a ““Un fatto è ora limpido e chiaro…””

  1. Avatar Prishilla

    il punto è nella parola esistere. se esistere si esaurisce nella mente dell’uomo (o meglio, nella mente di ciascuna persona), allora Sant’Agostino ha ragione da vendere, altrimenti… eccome se passato e futuro esistono…!!
    prish

  2. Avatar Pim

    Sì, Prish, Agostino si riferiva a una concezione soggettiva del tempo. Poi esiste un approccio oggettivo: c’è un modello di tempo lineare (newtoniano) in cui tutto procede dal passato al futuro e uno ciclico (legato alla natura) in cui tutto torna e si ripete.
    Infine arriva Einstein, per cui il tempo (la quarta dimensione dell’universo) è relativo: due eventi simultanei in una dimensione possono non esserlo in un’altra…
    Questo per dire che posso continuare allegramente a sostenere di avere ventisette anni. 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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