Le care vecchie puntine. Mi sembra di averle ancora tra le dita, avverto persino la pressione necessaria per appendere i disegni a un pannello di compensato.
Le care vecchie puntine. Mi sembra di averle ancora tra le dita, avverto persino la pressione necessaria per appendere i disegni a un pannello di compensato.Con le puntine da disegno si appendevano le cartine geografiche alle pareti delle aule delle elementari, soltanto il fatto di guardarle ci faceva sentire altrove.
Era un po’ come sfogliare gli atlanti, un vero e proprio invito al viaggio. Sentivamo e immaginavamo le nostre strade.
Io mi sono affezionata ai post it.
Ne ho intorno di tutti i formati e colori, tutti puntualmente troppo piccoli per la mia grafia cicciona ma non importa. Sono il mio miscuglio di desideri e propositi!
Facebook ha un po’ sostituito l’abitudine che avevo anch’io di appuntare tutto su post-it e foglietti volanti, ma non del tutto: la magia della scrittura a mano restituisce l’emozione impagabile del qui-e-ora.
Ciao Irene, grazie.
P.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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