Lei, alta, bronzea, vestita di bianco come se fosse appena fuggita dall’Atalante, vaga con passo sospeso di cicogna tra Pigalle e Montmartre. Talvolta ritorna, senza preavviso, preferibilmente di notte quando può sorprendere nel sonno le sue prede.
Ma non è carnivora, non le mangia; le osserva, le annusa, le studia. Soltanto quando ritiene che sia arrivato il momento giusto le stuzzica per controllarne le reazioni, ritraendosi subito dopo nell’ombra.
È curiosa la ragazza, vuole conoscere tutto di tutti senza darlo a vedere. È prudente, non si espone, non cade nella tentazione di provocare. Assume atteggiamenti di pacata saggezza e ispira fiducia negli interlocutori che si confidano volentieri. Tuttavia nessuno deve sapere niente di lei. Non mostra lati deboli e appare come una fortezza inespugnabile nel deserto dei tartari.
L’ultima assenza si è protratta più a lungo del solito, ma dopo cento giorni di riflessione trascorsi a Sant’Elena, è tornata e ha tratto il dado. Per lei scocca l’ora della verità, ma non immagina che si ritroverà vittima del suo stesso inganno.
(continua?)





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