4 settimane, 3 mesi, 2 giorniLa radiografia della giornata di una studentessa che vuole abortire e dell’amica che l’assiste, vissuta con l’asciutta disperazione di chi agisce sapendo di non avere scelta. La crudeltà del medico che enuncia i rischi connessi all’interruzione di gravidanza, il bestiale ricatto sessuale, i resti del feto nel bagno, l’assurda cena a casa dell’ignaro fidanzato dell’amica, lo sguardo disfatto di lei dentro la mdp. Sono sequenze che segnano il tempo del fallimento, umano e sociale. Disorientano, addolorano.
 
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (4 luni, 3 săptămâni și 2 zile), di Cristian Mungiu, con Laura Vasiliu, Anamaria Marinca, Vlad Ivanov (Romania, 2007, 108’). Palma d’oro al Festival di Cannes 2007. Domenica 21 agosto, ore 22,30, Rai5.

2 responses to “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”

  1. Avatar rosy
    rosy

    lessi delle recensioni sulla brutalità delle scene mi sconsigliano la visione, ma nelle dichiarazioni del regista era evidente la volontà di fermare storicamente il fenomeno dell’aborto clandestino con la sua sconvolgente carica di violenza fisica ed emotiva.

  2. Avatar Pim

    Non ci sono scene visivamente brutali: la violenza è implicita negli eventi. I fatti sono intuiti, salvo in un caso in cui la crudezza non è tuttavia esibita.
    Un po’ come in Čechov, dove gli assassini, i suicidi, i colpi di pistola, avvengono sempre fuori scena.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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