LauraA dire il vero non ci incontriamo spesso. Succede in occasione di qualche cena cui sono invitato anch’io, oppure a capodanno quando Giulia coinvolge i colleghi per festeggiare. Laura arriva con suo marito, lei porta un dolce, una torta o dei biscotti, Ilario ha di solito qualche bottiglia di buon vino tra le mani. Ci si sorride, ci scambiamo due baci amichevoli sulla guancia come si fa d’abitudine. Capita però qualcos’altro, un gesto minimo che sfugge all’attenzione degli astanti. Lei mi cinge delicatamente il fianco con la mano e accenna un paio di piccole strette, graziose, appena percepibili. La prima volta, credo fosse a casa di un amico comune, avvertii come una scossa lungo la schiena. Probabilmente trasalii, o forse m’irrigidii, e sono certo che lei, ancora a contatto con il mio corpo, intese questo fremito sfuggito al controllo. Laura è una donna estremamente sensibile, nota tutto pur senza darlo a vedere. Giulia mi racconta spesso che è attenta a cogliere i bisogni dei suoi allievi, anche quelli inespressi, e con loro si mostra assai paziente.

Quando ci ritroviamo, non frequentemente come dicevo, quella scossa non la provo più. Ed è un bene, perché significa che ora mi lascio andare all’incontro gradevole con il suo abbraccio. Sento il suo avambraccio appoggiarsi morbidamente al bacino in un gesto accogliente ma pudico, uno slancio misurato eppure portato senza indugio. Lo ricambio cingendole la vita con la mano aperta, esercitando una pressione discreta in sede lombare e affondando lievemente le dita nella sua carne cedevole. Lei si abbandona fiduciosa al tocco, allarga il petto ed emette un respiro appena più pronunciato. Poi, sempre con naturalezza, ci stacchiamo e riprendiamo una postura più formale. Ma lo sguardo di entrambi indugia ancora, occhi negli occhi, finché Giulia non riprende la conversazione e Ilario posa le bottiglie sul tavolo apparecchiato. Non ho idea di quanto io lasci trapelare o se Laura avverta qualche turbamento, però conservo la sensazione che siamo in qualche maniera complici di un’emozione segreta.

4 risposte a “Laura”

  1. Avatar dragor
    dragor

    E come al solito il povero cornuto non sa niente. Dev’essere occupato a scolarsi le sue bottiglie di vino…
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Pim

    Mannò, povero Ilario… tutto avviene in un’atmosfera serena, di amicizia condivisa, priva di complicazioni e ambiguità 🙂

  3. Avatar rosy
    rosy

    ho avuto la fortuna di avere diversi amici uomini nella mia vita: il mio migliore amico in assoluto è stato un uomo e quindi sono una convinta sostenitrice dell’amicizia fra uomo e donna 🙂

  4. Avatar Pim

    I rotocalchi sono pieni di articoli sul tema dell’amicizia tra uomo e donna, se esiste o meno. Non credo sia possibile fornire una risposta netta e definitiva, perciò mi sono limitato a scriverci su una storia… 🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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