DreamersLei viaggia in aereo, da sola. Guarda fuori dal finestrino, ha la sensazione di poter appoggiare la mano sulle nuvole. Ci sono turbolenze ma, no, non prova paura: allaccia le cinture e intanto si sente stanca, ha solo voglia di tornare a casa. Sono trascorsi minuti, mesi, anni dall’ultima volta.

A un tratto pensa che qualcuno, là sotto, la sta aspettando. La sta aspettando come fosse da una vita e lei desidera essere aspettata da una vita.

L'aereo finalmente atterra, in ritardo. Lei si rende conto che lui potrebbe essere molto preoccupato. Ma da tanto tempo desidera questa apprensione, è un calore che la avvolge.

Esce. Ci sono molte persone e mucchi di bagagli intorno ai taxi.

Dopo un istante di esitazione si dirige verso un uomo, uno sconosciuto che è lì, un po’ in disparte. È da quello sconosciuto che è partito tutto quell'amore (mette un punto di domanda oppure un esclamativo?).

Anche lui ora la osserva.

Quando gli arriva a pochi passi, lo sguardo dell'uomo cambia direzione e lei si dirige verso la cassa del parcheggio.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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