Ieri sera, mentre cammino sul terrazzo, vedo una lucertola venirmi incontro. A qualche metro da me si blocca, visibilmente spaventata. Cambia rapidamente direzione, si sporge sul bordo, volge il capo ancora una volta verso di me e poi si getta giù, tra i rami del pesco, che attutiscono la caduta sul terreno sottostante. Mi fermo un istante a considerare la scena cui, lì per lì, do un titolo: il volo della lucertola. È bellissimo, perfetto per un romanzo – magari un noir. Un titolo significativo. La lucertola non è stata creata per volare ma, quando si ritrova in situazioni estreme, ha la capacità di spiccare un salto nel vuoto. È qualcosa che facciamo anche noi umani: per metterci in salvo, spinti dalla necessità, troviamo il coraggio di compiere gesti straordinari, persino eroici, lontani dalla nostra natura più mite. Il volo della lucertola. Ripeto questa espressione mentre rientro pensieroso in casa.

(A mamma)

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Settembre 2016
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere