Il GattopardoCHEVALLEY: << Se gli uomini onesti come lei si ritirano, la strada rimarrà alla gente senza scrupoli e senza prospettive. […] E tutto sarà di nuovo come prima, per altri secoli. Ascolti la sua coscienza, Principe, e non le orgogliose verità che ha detto. Principe, la prego, cerchi di collaborare. >>

DON FABRIZIO: << Siete un gentiluomo, Chevalley, e considero un privilegio avervi conosciuto. Voi avete ragione in tutto, tranne quando dite che i siciliani certo vorranno migliorare. Non vorranno mai migliorare perché si considerano perfetti. La vanità in loro è più forte della miseria. >>

(da Il Gattopardo, di Luchino Visconti)

4 risposte a ““La vanità in loro è più forte della miseria””

  1. Avatar rosy
    rosy

    “Non vorranno mai migliorare”… quantevvero, purtroppo.

  2. Avatar Luciano
    Luciano

    Basta sostituire “siciliani” con italiani e la chiosa sconsolata vale anche per il giorno di oggi.

  3. Avatar Pim

    @ Rosy:
    Anche quando il miglioramento non porta al migliore dei mondi possibili ma a un mondo comunque possibile.

  4. Avatar Pim

    @ Luciano:
    L’Italia era e resta un Paese fortemente conservatore, non dimentichiamolo.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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