BobMa certo che, la scorsa settimana, Bob Dylan non si è presentato alla cerimonia dei Nobel. Chi conosce qualcosa della sua biografia non dovrebbe stupirsene. A parte il carattere schivo sino alla misantropia, la sua ritrosia deriva dal fatto che non si è mai lasciato intrappolare dalle logiche dello show business. Dylan ha sempre rifiutato di diventare icona di qualunque movimento o ideologia, alla faccia del conformismo divistico, del politically correct. Non ha mai voluto avere nulla a che spartire con l’immagine che i fans si sono creati di lui e neppure con i riti volti a celebrare la sua musica. Fin dal giorno in cui – era l’estate del 1965 – sfidò i fischi del pubblico presentandosi al Festival Folk di Newport con una chitarra elettrica, mentre Pete Seeger minacciava di tagliargli con l'accetta i cavi dell'amplificazione.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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