Scriviamo perché non sappiamo dove mettere le mani.
(Vicolo d'oro, Praga, 16 aprile 2017. Photo by Pim)
Scriviamo perché non sappiamo dove mettere le mani.
(Vicolo d'oro, Praga, 16 aprile 2017. Photo by Pim)
Qualche giorno fa, per caso, scrivevo di una “ragione” che in comune con la tua ha la difficoltà/necessità di mettere/stipare qualcosa.
Scriviamo quando non sappiamo dove mettere l’amore.
🙂
Nel film “L’Avenir”, di recente uscita, un personaggio esordisce dicendo: “Si scrive perché…”. Mi sono perso il resto della frase e, d’istinto, mi sono dato una risposta, quella che ho riportato sopra.
La tua definizione mi colpisce per la coincidenza dei tuoi pensieri con i miei (sorprendente!) e per il significato, tanto chiaro, inequivocabile, quanto impregnato di emozioni forse indicibili.
Grazie Stefania.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
Rispondi