Il settimo veloCi si confida perché il segreto conservato nel cuore è troppo importante per rimanere rinchiuso. Si percepisce che la persona che l’accoglierà sarà capace di custodirlo e averne cura, come fosse la cavità di una quercia. Tra chi lo rivela e chi lo riceve si stabilisce un rapporto di tacita complicità, fondato sulla stima e sulla fiducia, nella non celata speranza che il confessore diventi a sua volta parte del segreto. Si stipula con lui un patto, segreto anch’esso.

Un segreto me lo raffiguro come una cipolla, formato da un bulbo disposto a strati. Esistono cioè diversi livelli di confidenza: solo raramente si arriva al nucleo, a una rivelazione completa, più spesso ci si ferma alla buccia. Dipende dall’intimità che abbiamo con il confidente, ma anche dal fatto che non siamo capaci di penetrare le regioni più profonde di noi stessi. Oppure preferiamo racchiudere il segreto in un involucro rigido, impermeabile, da seppellire in qualche recesso della mente. Come una cisti destinata prima o poi a seccarsi. Sempre che non prenda invece a dilatarsi, a chiedere spazio, che non diventi, a un certo momento, un peso insostenibile.

Trovata. Ecco la citazione che cercavo. Tratta da Il settimo velo, un film del 1945 diretto da Compton Bennett.

"La mente umana è come Salomè. All’inizio della sua danza è nascosta al mondo esterno da sette veli. Veli di pudore, di paura… Con gli amici, in genere, si lasciano cadere alcuni veli, forse tre o quattro in tutto. Con l’amante cinque o sei. Ma giammai il settimo, perché la mente umana copre la sua nudità, nasconde i pensieri segreti. Salomè abbandonò il settimo velo spontaneamente, ma questo non accadrà mai con la mente".

4 risposte a “Il settimo velo”

  1. Avatar rosy
    rosy

    mi devo procurare questo film, ma di che parla?

  2. Avatar Pim

    Si tratta della storia di una donna che fugge dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverata e tenta il suicidio. Viene quindi soccorsa da un giovane medico che la guarisce con l’ipnosi.
    Merita la visione per il valore storico, in quanto è uno dei primi film sulla psicoanalisi.
    Ciao Rosy

  3. Avatar Giuliano
    Giuliano

    E’ un argomento interessante su cui vale la pena riflettere. Ognuno di noi potrebbe mettersi nella parte di colui che si confida e di chi riceve la confidenza e tentare una interpretazione.
    Da giovane raccontavo le mie faccende personali alla mia più cara amica finché lei un giorno, molto onestamente, mi disse: “Io non so tenere un segreto, appena qualcuno mi racconta qualcosa sento il bisogno di andarlo a dire in giro”. Tremai al pensiero di quel che poteva aver raccontato in giro…
    Non era la persona giusta! 🙂

  4. Avatar Pim

    Quando raccontiamo un segreto non sappiamo mai che percorso farà – a meno che non si tratti della cavità di una quercia come In The Mood For Love: se la persona che lo riceve saprà custodirlo come un piccolo tesoro oppure ne farà il succoso argomento di allegre chiacchiere, nelle quali il segreto si polverizzerà come un fiore tolto dal riparo delle pagine di un libro.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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