Un blogger può subire offese e ingiurie di ogni genere, ma nessun affronto sembra tanto grave quanto sentirsi dire: non ti leggo più. È un oltraggio che in altri tempi si sarebbe lavato nel sangue.
Un blogger può subire offese e ingiurie di ogni genere, ma nessun affronto sembra tanto grave quanto sentirsi dire: non ti leggo più. È un oltraggio che in altri tempi si sarebbe lavato nel sangue.
mi piace la tua autoironia. spazza via tutta la presunzione dei vari chiara ferragni, flavia imperatore e beppe grillo.
La vanità dei blogger, dei social influencer (o presunti tali) et similia è spesso smisurata, fino a rasentare la comicità. Succede (lo so per certo) che qualcuno cui tenevo molto ha abbandonato volutamente la lettura del mio blog. Pazienza, il dispiacere sta nel fatto di aver perso delle persone e non semplici follower.
Personalmente sono sinceramente grato a coloro che spendono un po’ del loro tempo per leggere i miei pensierini. Se non sempre apprezzano, beh, magari troveranno qualcosa di meglio nei post successivi.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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