Arrivederci e grazieLa frase conclusiva è inutile. Quando la storia finisce, finisce e tanti saluti.

Penso alle tipiche frasi di chiusura di un tema in classe, quelle cui gli insegnanti di una volta tenevano molto. Da bambino pensavo che le storie non finissero mai, dunque mi ritrovavo in difficoltà a terminare un componimento con un bel periodo conclusivo. Da allora ho imparato a lasciare i finali aperti, nelle storie che scrivo e in quelle della mia vita. In realtà, inutile negarlo, tutte le storie hanno una fine – vita compresa. Resto però sempre dell'idea che è inutile sigillarle con frasi terminali ad effetto. Un arrivederci e grazie, come quello stampato sul sacchetto del pane che ho fotografato, può essere sufficiente.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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