Scrivo perché non posso permettermi un analista. È una frase che ripeto spesso, un po’ per celia e un po’ no. Scrivere rappresenta per me una specie di psicoterapia. Una psicoterapia informale, ecco.Come fare snorkeling: ti allontani dalla terraferma o da un’imbarcazione al largo, indossi la maschera, metti la testa giù e a pelo d’acqua osservi i pesci, il fondale, respirando aria pura attraverso il boccaglio. Nulla a che vedere con l’attività dei subacquei che si immergono con la muta e le bombole in acque libere, profonde, si infilano in cunicoli misteriosi, anfratti oscuri o caverne senza apparente uscita. Narrare rappresenta un percorso nel quale posso chiarificare determinate situazioni esistenziali senza sviluppare eccessiva angoscia, a volte con scoperto divertimento, bordeggiando l’abisso dell’Inconscio senza affrontarlo direttamente.
Il mio demone è esigente ma, tutto sommato, piuttosto benigno e, soprattutto, provvisto di un certo senso dell'umorismo. Alla fine di un post ci andiamo immancabilmente a prendere un caffè insieme.
(Lettera privata, 2009. Photo by Pim)







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