L'unico leader riformistaGuardando un interessante documentario su Paolo VI trasmesso da RaiStoria, ripensavo ai tempi in cui la Chiesa cattolica faticava a restare al passo con la modernità. Quel pontificato si inserì nel solco del Concilio Vaticano II, che sanciva una certa apertura alle istanze del mondo contemporaneo, ma la società stava cambiando troppo velocemente e profondamente. Correvano i primi anni ’60, John Fitzgerald Kennedy era il presidente degli Stati Uniti e Nikita Chruščëv governava l’Unione Sovietica.
 
Ebbene: considerando che ai vertici delle due ex super potenze ci sono oggi Donald Trump e Vladimir Putin, mi viene da dire che, paradossalmente, l’unico leader mondiale animato da spirito riformista sia papa Bergoglio.

2 risposte a “L’unico leader riformista”

  1. Avatar Marco
    Marco

    Da cattolico questa constatazione mi fa tristezza. Che nessun riconosciuto leader civile o politico sia oggi in grado di proporre una prospettiva che vada oltre un istituzionalizzato egoismo mi pare uno delle “luci spente” di questi anni
    La triste ironia è che “america first”, “prima gli italiani” etc. etc. siano slogan venduti come ammantati di rivoluzionarismo e libertà: semmai è la libertà di rinunciare alla libertà e alla civiltà.
    Certo, è innegabile che le grandi prospettive socio-politiche delle ideologie novecentesche siano state bagni di sangue: anche il “buon” Kennedy tra Vietnam e Cuba non si può dire che abbia scherzato; e il “buon” Chruščëv con l’autorizzazione dell’invasione dell’Ungheria. Ma non posso essere contento che la prospettiva civile sia diventata solo guardarsi l’ombelico e farsi dare “pensioni”, “redditi” e protezione dallo stato

  2. Avatar Pim

    Sono d’accordo con te, Marco, hai ampliato la riflessione ben oltre i limiti angusti del mio breve post.
    Alla politica odierna manca proprio la prospettiva di cui dici, lo sguardo che va oltre le scadenze elettorali a impostare un percorso evolutivo – sociale, culturale. Il Novecento è stato un secolo turbolento, di guerre e rivoluzioni, ma per un lungo tratto si è impregnato di fermenti che l’hanno reso fertile di idee e progetti che, in questa fase storica di reflusso, latitano…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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