BernardoLa mia amica Lucia l’aveva incrociato in un grande negozio di Roma, sulla sua sedia a rotelle, accompagnato dalla moglie. Poteva essere il 2013, aveva da poco girato quello che sarebbe rimasto il suo ultimo film, Io e te. Mi disse che stava per rivolgergli timidamente la parola quando notò l'espressione assente, lo sguardo fisso verso terra, apparentemente concentrato sulla trama del pavimento. Naturalmente desistette, ma le restò dentro una pena profonda per un uomo la cui visionarietà l’aveva condotto in volo sulle vette più alte dell’immaginazione e che, ora, si mostrava inchiodato dalla malattia lasciando trasparire tutta la propria inerme fragilità.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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