Durante questo periodo natalizio ho visto un presepe in cui l'asino era più grosso del bue, le pecore erano gigantesche come cammelli, gli abeti imbiancati di neve e una chiesetta in perfetto stile tirolese. Il Giordano di stagnola sembrava il Rio delle Amazzoni e, appesa con lo scotch al cielo di carta, lampeggiava una stella tipo motel equivoco.
Il presepe che facevo io da bambino era invece impreziosito da un modellino di Rolls Royce Silver Shadow scala 1:32 parcheggiato davanti alla grotta.
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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