Noi comprendiamoNoi comprendiamo in proporzione alla capacità di porre attenzione, che è in relazione con la capacità di ascoltare e poi di moderarci nel parlare – o, meglio ancora, di fare silenzio.
Offrire una presenza concreta, disponibile, fiduciosa, non giudicante vale più di tanti discorsi spesso ridondanti se non inutili o dannosi. Significa concedere uno spazio nei propri pensieri e nel proprio tempo dove accogliere ciò che l'interlocutore dice e sente.
Chi parla molto è destinato a capire poco, chi non chiude la bocca non apre la mente.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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