A dorso di somaro
Prendo le distanze
Dall'amore creduto
Scortato dal rimuginio
Di pensieri strascicati
In una nuvola di polvere.
 
Di me rimane appesa
Un'armatura vuota
Che muove per automatismi
E scricchiola cruscante
Mentre caccia via i fantasmi
Con manciate di sale grosso.
 
Magari si aprisse un buco
In questa rabbiosa terra
Dove si disperde e crepa
La dignità oltraggiata
Vorrei sputarci dentro
Il mio resto di cuore.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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