Sant'AnnaIl Sant'Anna è l'ospedale dove sono nato. Nel repartino al quarto piano, primario il dottor Nobile. Mamma ricorda che, dalla finestra su Via Ventimiglia, si scorgeva il campo da calcio in cui giocava il Nizza Millefonti.
La fotografia che ho scovato risale alla metà degli anni '60: è suggestiva perché mi permette di ricostruire il contesto ambientale nel quale sono venuto al mondo. In quel mondo preciso, ripreso e fermato dentro la cornice di un'immagine istantanea, preziosa perché fuggevole e irripetibile come un transito planetario. Essa rappresenta uno spazio e un tempo esatto intorno alla mia nascita, al mio appuntamento – ineludibile, inspiegabile – con la storia umana.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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