La mia casa"Solo adesso che la vedo invecchiare mi accorgo di amare la mia casa… E ricordo dei tempi primordiali, dei paterni nuraghes, quando l'uomo amava la sua casa fino alla morte, e vi si seppelliva per diventare una cosa stessa con le sue pietre."

Ora che ho qualche anno in più, colgo appieno anch'io il senso delle parole che Grazia Deledda scrisse in un articolo pubblicato sulla rivista La Riviera Ligure nel 1916. Il semiconfinamento prolungato cui sono stato costretto a causa della pandemia ha concorso a rendere più solido tale sentimento di appartenenza.

Come sostiene Sandra Petrignani (La scrittrice abita qui, Neri Pozza, 2002): "I viaggi nelle case sono viaggi nelle vite. O forse è il contrario. Ma non importa. Una casa è un destino comunque."

(photo by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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